Questo sito non utilizza cookie per le proprie funzionalità o per mandarti pubblicità. Scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie tecnici per la gestione del sito. Per saperne di più clicca qui.
CGILParma.it




ISCRIVITI ALLA CGIL


Giovedì 27 Gennaio 2022
HOME PAGE
CATEGORIE
SERVIZI
CHI SIAMO
ORARI E SEDI
CONTATTACI

"Le trincee del popolo" a Teatro Due

14 Dicembre 2012

14 DICEMBRE, “LE TRINCEE DEL POPOLO” A TEATRO DUE.

MINARDI PRESENTA IL SUO LIBRO SULLE BARRICATE,

IN UNA CONVERSAZIONE CON VARESI, DONATI E MAESTRI

 

Si rinnovano le occasioni per ricordare il 90esimo anniversario delle barricate di Parma. Il prossimo venerdì 14 dicembre, alle ore 18.30, sarà la volta del Teatro Due di Parma, dove Marco Minardi, storico e direttore dell’ISREC, presenterà il suo ultimo libro, LE TRINCEE DEL POPOLO. BORGO DEL NAVIGLIO, RIONE TRINITÀ, PARMA 1922” (Ediesse Editore), realizzato in occasione delle celebrazioni promosse dalla CGIL di Parma per il novantennale rivissuto lo scorso 20 settembre a Palazzo del Governatore.

 

Si tratterà di un incontro in forma di conversazione tra l’autore e Valerio Varesi, scrittore e giornalista, Paola Donati, direttore Fondazione Teatro Due, Patrizia Maestri, segretaria generale CGIL Parma. A coronamento dell’iniziativa, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, verrà proiettato il cortometraggio documentario “Si erano vestiti della festa”, prodotto dallo SPI CGIL di Parma.

 

“Per comprendere le ragioni della vasta adesione all'antifascismo militante degli abitanti dei rioni popolari di Parma nuova, oltre a considerare le precarie condizioni in cui erano costretti a vivere, occorre ricercare anche nell'anima più profonda della classe lavoratrice di quei borghi. Si trattava certamente di tempi difficili per i ceti subalterni urbani obbligati a fare i conti con una situazione economica e sociale che li inchiodava ad una esistenza precaria, a tratti anche miserabile. Nel tentativo di contrastare le avversità a cui erano condannati tuttavia riaffiorò ancora una volta quell'antica volontà di riscatto sostenuta dalla intransigente avversione per il potere soverchiante, politico o economico che fosse, che da decenni alimentava insofferenza tra quelle comunità racchiuse nei loro borghi.

Un senso di indignazione che in quegli anni così difficili e incerti sembrò irrompere con forza sulla scena della città, la generazione rivoluzionaria del Venti, sostenuta da un robusto sentimento di rivolta” (dalla quarta di copertina de “Le trincee del popolo”).

 

“Ripensare le barricate, a 90 anni da quegli avvenimenti, non vuole essere un gesto meramente celebrativo. Nessun obbligo istituzionale impone alla Cgil di Parma di rievocare quei giorni così emblematici, carichi di storia e di umanità. L’intento è invece quello di mettere a disposizione della città e della comunità un nuovo contributo storiografico. Un’opportunità di approccio in qualche senso finalmente diverso, inedito, a un periodo e a un episodio su cui si sono stratificate nel tempo chiavi di lettura che, come spesso accade, hanno finito per evidenziare solo alcuni aspetti di quella lotta, mettendone tra parentesi altri.

Il racconto delle barricate del ’22, che indubitabilmente rappresentano uno degli episodi cardine della storia locale oltre che dell’immaginario popolare e dell’ethos moderno parmigiano, ha forse troppo a lungo scontato una parziale rimozione storiografica, che con questo volume abbiamo provato a superare e che ha a che fare con il ruolo che il movimento dei lavoratori e l’alleanza sindacale hanno giocato in quelle lotte contro l’avanzata delle squadre fasciste, costituendo di fatto il collante che ha potuto tenere insieme gli Arditi del Popolo. Un contributo che, pur non essendo mai stato negato, è sempre rimasto sottotraccia, come un elemento forse irrilevante, o forse scomodo.

Ecco, la scelta di riprendere in mano il filo di quel racconto, di quella storia, vuole dunque essere, in primo luogo, un’operazione culturale: non per presunzione, non per sicumera, ma per una forma di gratitudine e di omaggio, per un’assunzione di responsabilità e un’esigenza di testimonianza verso le proprie radici, che sono poi le radici di una città, di una comunità, di un popolo. La Camera del Lavoro di Parma, sorta alla fine dell’Ottocento in quegli stessi borghi e quartieri che sono stati lo scenario dei giorni terribili del ’22, compirà l’anno prossimo centoventi anni. Centoventi anni di protagonismo, di partecipazione, di rivendicazioni di quel mondo del lavoro che ancora oggi, in uno scenario molto diverso e infinitamente più complesso, ma non certo immune da ingiustizie e sopraffazioni, ha bisogno di trarre ispirazione e insegnamenti da quella storia, da quelle scelte, da quei giovani. A loro, ai giovani di allora e a quelli di oggi, precari, disoccupati, scippati di un progetto di futuro, è soprattutto dedicata questa occasione di riscoperta di una memoria storica che restituisca al movimento sindacale e al lavoro quel ruolo centrale che troppo spesso, e strumentalmente, viene rimosso in quanto avamposto di democrazia, lotta per i diritti e difesa della libertà di tutti” (Presentazione di Patrizia Maestri, segr. gen. CGIL Parma, a “Le trincee del popolo”).

CONDIVIDI


SU TWITTER
SU FACEBOOK




A cura dell'Ufficio Stampa e del Centro Sistemi Informativi CGIL di Parma © Copyright 2000-2022
Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome