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"Vivere e non sopravvivere": il 15 maggio a Parma torna in un doppio incontro l'iniziativa sulla giustizia riparativa, per riflettere su quello che accade quando i figli delle vittime scelgono di incontrare gli ex terroristi

9 Maggio 2019
L'edizione 2019 del progetto avviato da CGIL Parma approfondisce le connessioni "Tra legalità e giustizia riparativa". Con Agnese Moro, Manlio Milani, Adriana Faranda, Giovanni Ricci, Giorgio Bazzega e Franco Bonisoli

“Vivere e non sopravvivere” è il titolo dell’iniziativa che nel maggio 2018 ha portato a Parma Giovanni Ricci - figlio di Domenico, l'appuntato dei carabinieri ucciso in via Fani durante il sequestro di Aldo Moro -, Giorgio Bazzega - figlio del poliziotto Sergio, colpito a morte nel 1976 da Walter Alasia - e Adriana Faranda - ex brigatista della colonna romana e parte attiva durante il sequestro Moro. Sono stati loro - prima davanti agli studenti del liceo Bertolucci, poi in un incontro pubblico nella sede della CGIL, organizzatrice dell’evento - a raccontare il percorso - profondamente diverso e partito da ruoli contrapposti - che li ha portati infine a desiderare reciprocamente di incontrarsi, affrontarsi e ascoltarsi.

Dalle emozioni profonde e anche contrastanti che quel dialogo ha avuto nel pubblico di giovani e adulti è nato il desiderio di approfondire il tema della giustizia riparativa legandolo a quello della legalità.

Il punto fermo è che esiste la legge, ed esiste - seguente - la giustizia. Ma c’è anche quello che raccontano una frase dello stesso Bazzega - “Non si può chiedere a noi familiari, che affrontiamo già la nostra storia di dolore, di stabilire quale sia la pena giusta per i colpevoli: è lo Stato che deve prendersene la responsabilità”- e quella che Agnese Moro definisce la "dittatura del passato" nelle storie private dei (spesso loro malgrado) protagonisti. È da qui che prende avvio la seconda edizione di Vivere e non sopravvivere. Tra legalità e giustizia riparativa", che vuole continuare ad indagare la parte di giustizia che non si esaurisce in quella sancita dai tribunali, nemmeno quando il conto è stato saldato.

Una parte di giustizia "mancante", quella che prova a mettere di fronte le storie personali e collettive di opposti attori - vittime e colpevoli -, e che poco o nulla ha a che fare con il perdono.

È così che a  Giorgio Bazzega, Adriana Faranda e Giovanni Ricci si aggiungeranno Manlio Milani, che nel maggio del ‘74 perse la moglie Livia nell’attentato di piazza della Loggia a Brescia, Agnese Moro, una dei figli dello statista Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio del 1978, e Franco Bonisoli, ex brigatista che partecipò alla strage di via Fani ed al sequestro del leader democristiano.

Mercoledì 15 maggio 14.30 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma saranno ospiti di uno dei Laboratori di partecipazione sociale organizzati dalla professoressa Vincenza Pellegrino, docente di Sociologia dei processi culturali, dal titolo "La riparazione: giustizia e incontro". In quell’occasione condivideranno con studenti e studentesse il loro personale e - allo stesso tempo - comune percorso, accompagnati dalla stessa professoressa Pellegrino e dai giornalisti Paolo Grossi e Chiara Cacciani.

Alle 20.30, nel Salone Trentin della Camera del Lavoro di via Confalonieri, di nuovo tutti e sei saranno protagonisti dell’incontro pubblico Vivere e non sopravvivere. Tra legalità e giustizia riparativa", guidato dai giornalisti Gabriele Balestrazzi e Chiara Cacciani. Le rispettive visioni di giustizia e legalità, intrecciate alle vicende private che corrispondono anche a un pezzo importante (e a una ferita ancora aperta) della Storia di questo Paese, oltre a dare una lettura più complessa e meno polarizzata del passato, possono dare spunti di riflessione preziosi affinché oggi, in un momento peraltro dove paiono acuirsi pericolose tensioni facilmente strumentalizzabili, il dibattito e le lotte sui temi sociali non sfocino più in violenza.

L'incontro, promosso da CGIL Parma, Officine CGIL Parma e UdU Parma, sarà aperto dai saluti di Lisa Gattini, segretaria generale CGIL Parma e dall'introduzione di Massimiliano Ravanetti, del gruppo Officine CGIL Parma.

 

LA STAMPA È INVITATA.

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La locandina dell'evento
Uno scatto dalla conferenza stampa: Pellegrino, Cacciani, Gattini, Ravanetti, Balestrazzi


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