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Tesseramento 2010, riconfermato il primato di rappresentanza della Cgil provinciale

19 Gennaio 2011
Presentati in conferenza stampa i dati sugli iscritti e il bilancio dell'attività di un anno di attività sindacale sul fronte di crisi

Nonostante la situazione di crisi economica che sta continuando a evidenziare i suoi riflessi negativi sul piano occupazionale anche nel nostro territorio, il consueto bilancio di fine anno relativo al tesseramento 2010 fa registrare una sostanziale tenuta degli iscritti alla Cgil di Parma, che conferma ancora una volta il suo primato a livello provinciale.

 

Per la precisione gli iscritti alla Cgil di Parma nel 2010 si attestano a quota 74.387 (l’anno passato erano 74.419, scorporati del dato relativo alla campagna straordinaria per la sanatoria colf-badanti che aveva fatto registrare un totale generale di 75.304). In sostanza, per quanto riguarda l’attività ordinaria, la differenza tra 2009 e 2010 è dello 0,04%, un dato che, in un contesto di incremento della disoccupazione e dei contratti precari oltre che di forte contrazione del potere d’acquisto dei lavoratori (per non parlare dei tentativi portati avanti da più fronti di isolare la Cgil testimoniati dalle più recenti vertenze nazionali), rappresenta una riconferma del forte mandato di rappresentanza riconosciuto al sindacato anche a livello territoriale.

 

L’analisi dei diversi settori permette di evidenziare, a partire dal confortante aumento dei lavoratori attivi rispetto ai pensionati (+0,43%), una indicativa tenuta del comparto metalmeccanico e agroalimentare (Fiom e Flai), a fronte purtroppo di una sofferenza del tessile e vetrario (Filctem, che conferma una criticità consolidata negli ultimi anni). Per quanto riguarda i servizi pubblici e privat (Filcams), invece, si conferma la crescita tendenziale dell’ultimo periodo (che va di pari passo con l’aumento dell’occupazione nel settore), con alcuni distinguo nei diversi comparti: terziario (commercio, turismo e servizi alle imprese) +3,59%, trasporti +6,11%, servizi pubblici +0,25%.

 

Interessante performance nelle categorie del lavoro atipico (contratti a progetto, partite Iva, somministrati…), il cui sindacato, il Nidil, registra un incremento complessivo del 5,18%.

 

Tra gli altri settori produttivi si nota come nell’edilizia e affini (Fillea), sebbene la grave stagnazione abbia contratto fortemente l’occupazione, vi sia una differenza rispetto all’anno precedente davvero irrisoria (-0,34%), mentre più critica appare la situazione dei lavoratori della conoscenza (scuola, Università e ricerca) che hanno subito forti ridimensionamenti con i tagli operati dal Governo, e che di conseguenza hanno ridotto le iscrizioni al sindacato (Flc), facendo registrare un –4,32%. Analogamente gli operatori della cultura, dello spettacolo e dell’informazione, la cui situazione è stata oggetto di accese proteste anche nelle recenti settimane, riducono le loro adesioni al sindacato di categoria (Slc) di un -0,72%.

 

Discorso a parte merita il sindacato pensionati (Spi), il cui tesseramento risulta negativamente influenzato dalla dinamica di contrazione dei pensionamenti, fenomeno che prosegue una tendenza avviata già da qualche anno. In ultimo, rimane confortante il tesseramento nei settori artigiani, in cui nonostante le difficoltà che hanno martoriato le piccole e piccolissime imprese dall’inizio della crisi economica, si evidenzia un aumento numerico tra gli iscritti alla Cgil provinciale, conseguenza anche di un progetto ad hoc avviato nell’ultimo anno dalla confederazione.

 

“Il 2010 – dichiara Patrizia Maestri, segretaria generale della Cgil di Parma -  è stato l’anno del Congresso della Cgil e della conferma della linea politica del nostro sindacato. Abbiamo registrato purtroppo il prolungarsi di una crisi che, sia a livello nazionale che territoriale, ha ulteriormente ampliato le disuguaglianze e le difficoltà di famiglie e lavoratori, dando luogo a fenomeni di nuove povertà che necessitano di risposte di sistema che purtroppo non sempre si concretizzano, anche nella nostra pur avvantaggiata provincia. È proprio questo, unito alla fiducia che ci viene ancora una volta rinnovata da migliaia di lavoratori e pensionati, che ci impone di proseguire nel nostro impegno di rappresentanza, tanto più in una fase come quella che stiamo attraversando, in cui si tenta da più parti di svuotare e depotenziare questo fondamentale principio, che la Cgil ritiene alla base della vita democratica di un Paese”.

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