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Il 6 maggio l’Arci in piazza a fianco della CGIL

5 Maggio 2011
Per il lavoro, i diritti, la giustizia sociale, la democrazia

L’ Arci condivide e sostiene le ragione che hanno indotto la Cgil a convocare lo sciopero generale il prossimo 6 maggio. Ragioni che vanno ben oltre l’ambito delle sacrosante rivendicazioni dei lavoratori e riguardano il futuro di tutti i cittadini e della nostra democrazia.

 

La crisi sta producendo effetti pesanti sulle condizioni materiali di vita delle persone: crescono le disuguaglianze, la povertà e il disagio di larga parte del paese; la disoccupazione giovanile tocca livelli ormai insostenibili, di vera emergenza. Urge una seria politica di ridistribuzione delle risorse e il rafforzamento del sistema di welfare con adeguate misure a sostegno delle fasce più deboli.

 

Ma il governo continua a negare le gravità della situazione mentre scarica il costo della crisi su lavoratori, giovani, pensionati. Taglia la spesa in tutti i settori del welfare, riduce i fondi per la scuola e la cultura, toglie risorse a Regioni e Comuni privando milioni di famiglie dei servizi essenziali. È intollerabile che si chiedano ancora sacrifici a chi ha poco mentre non si fa niente per recuperare risorse dagli evasori e non si toccano rendite e grandi patrimoni.

 

È scandalosa l’assenza di una strategia di uscita dalla crisi da parte di un governo che si ostina a non vedere gli errori di una politica che ha favorito gli speculatori a danno dell’economia produttiva, che ha perseguito la competitività  del Paese sulla pelle dei lavoratori.

 

Serve un radicale cambio di rotta. È necessario puntare sulla riconversione ecologica dell’economia e delle politiche energetiche, investire su ricerca e formazione, sull’ economia sociale e valorizzazione dei beni comuni. Per questo saremo in piazza insieme alla CGIL, contro le scelte di chi sta svendendo il futuro del paese, per rimettere al centro dell’ agenda il lavori e i diritti, i valori della democrazia e della coesione sociale.

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