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I precari storici del Regio attendono la stabilizzazione promessa

10 Ottobre 2011
Slc Cgil: "No a propaganda elettorale sulla pelle dei lavoratori"

Lo scorso 4 ottobre la segreteria dell’SLC-CGIL di Parma ha inviato al dimissionario Presidente della Fondazione Teatro Regio Pietro Vignali e al CdA una lettera in cui chiedeva di dare corso all’impegno a suo tempo espresso di stabilizzare i precari storici.

 

Nella lettera si precisava che: “Il pronunciamento impegnativo sui precari storici del Presidente della Fondazione – oggi Sindaco della città di Parma dimissionario – nell’assemblea del 25 maggio ha dato avvio al confronto sindacale nelle settimane seguenti non senza qualche difficoltà e ritardo da parte del teatro.

La segreteria SLC-CGIL unitamente alla rappresentanza sindacale, nonostante la precarietà politica ed amministrativa della città deflagrata poi nella serata del 26 settembre, ha condotto alcuni incontri con il Segretario Generale per definire l’iter di stabilizzazione di 16/18 precari storici, secondo criteri di compatibilità e sostenibilità sia economica che organizzativa.

Il 27 settembre era previsto in agenda sindacale l’incontro definitivo per l’ipotesi di accordo.

SLC-CGIL chiede ora al Presidente della Fondazione nonché ai membri del consiglio di amministrazione di esprimersi in modo chiaro sull’effettiva condizione di efficacia deliberativa dei propri organismi, affinché l’attuale stallo di governance non pregiudichi il giusto diritto dei lavoratori alla stabilizzazione del proprio posto di lavoro”.

 

Ora, è sotto gli occhi di tutti l’attivismo presenzialista del sindaco dimissionario, che, tra asili e teatri, non “buca” una inaugurazione o una prima, con tanto di tagli di nastro e sorrisi di parata. A questo punto il sindacato di categoria, ritenendo esaurito il tempo dell’attesa responsabile dei lavoratori che esigono risposte in rispetto di quanto pubblicamente dichiarato, spererebbe che punto Vignali riesca a ritagliare nella sua agenda di impegni pubblici il tempo necessario a convocare finalmente il CdA: non è infatti più pensabile procrastinare la concretizzazione dei proclami sui precari storici, i quali certamente non vorrebbero dover prendere atto che si trattava unicamente di annunci a carattere propagandistico.

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