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Emergenza sociosanitaria per coronavirus: situazione al limite della sostenibilità. Serve potenziare le forme di mappatura delle fragilità

17 Marzo 2020
Le segreterie Confederali e dei Pensionati di CGIL, CISL e UIL territoriali chiedono di aprire un canale di confronto e monitoraggio

Le informazioni che riceviamo sia dagli organi di stampa, sia dalle tante nostre lavoratrici e lavoratori del comparto sanitario e socio sanitario dicono di una situazione al limite della sostenibilità.

Parma e la sua provincia, il loro ottimo sistema sanitario territoriale, sono evidentemente allo stremo per l’aumento esponenziale dei ricoveri e il contemporaneo venire meno di risorse umane professionali con le quali farvi fronte.

Insieme alle giuste rivendicazioni dei lavoratori del comparto sanitario che richiedono una diversa articolazione dei turni di lavoro, non più sostenibili, la modifica dell'art. 7 del DL Speranza che abolisce la quarantena per il personale sanitario, la messa a disposizione di alloggi per il personale che non può ritornare a casa a fine lavoro, riteniamo che le Istituzioni ed in primo luogo la Regione debbano trovare modalità e soluzioni che tutelino gli assistiti ed anche il personale addetto. Diversamente potremmo trovarci come territorio in una situazione ancora più drammatica col venire meno delle forze impegnate sul campo per combattere il virus. Chiediamo alla Regione di considerare che in questo momento la criticità ha un peso maggiore nella provincia di Parma (insieme a Piacenza e a Rimini), e che di conseguenza occorrerebbero misure di sostegno straordinarie ancorché temporanee.

I decreti hanno stabilito chiusure e restrizioni per quanto riguarda i centri diurni, i centri socio occupazionali per disabili e le case protette per quanto riguarda l'accesso dei famigliari. Gli anziani non solo sono i più colpiti dal virus, ma le giuste misure di contenimento adottate dal Governo per preservare la salute soprattutto delle persone più fragili hanno toccato gli anziani nei loro affetti più cari e nelle loro autonomie.

La sospensione delle visite nelle case protette, la chiusura dei centri diurni, la difficoltà dell’assistenza domiciliare in tale situazione stanno evidenziando inevitabilmente forti criticità fra la popolazione anziana e le stesse famiglie, che laddove sono presenti, devono farsi carico dell’assistenza. Nonostante gli sforzi degli enti locali e dei tanti volontari che si preoccupano di portare la spesa o le medicine a casa, per molti anziani si sta determinando una condizione di isolamento nuovo ed eccezionale.

È necessario potenziare le forme di mappatura delle fragilità, anche telefoniche, che consentano di monitorare la situazione dell'anziano e di rispondere ai suoi bisogni primari, in particolare per coloro che non hanno una rete famigliare. Laddove invece sono le famiglie a doversi far carico dell'assistenza va fornito tutto il supporto sia in termini di materiale che di competenze che psicologico, perché si possa fornire un'assistenza corretta. Per quanto concerne gli anziani ricoverati nelle case protette sarebbe utile potessero attraverso il web collegarsi con le loro famiglie, per non spezzare quel legame importante rappresentato dagli affetti. A tutela degli ospiti e degli operato richiediamo la massima garanzia che vengano assicurati i protocolli di sicurezza e la messa a disposizione dei DPI, nonchè la sanificazione degli ambienti delle case protette.

Le Organizzazioni Sindacali Confederali e dei Pensionati di CGIL, CISL e UIL territoriali chiedono alle istituzioni locali di potere aprire un canale di confronto e di continuo monitoraggio su questi temi, attraverso gli ambiti sociosanitari distrettuali, per contribuire a migliorare le singole situazioni con soluzioni ad hoc. Come Organizzazioni sindacali siamo pronte a dare il nostro contributo in termini di informazione, di sostegno attraverso le nostre reti associative e anche mettendo a disposizione on line le nostre competenze sulle nuove misure del DL Cura Italia approvato il 16 marzo (congedi, cassa integrazione).

Ci uniamo all'appello delle istituzioni sanitarie sulla necessità di rimanere presso i propri domicili per arginare il più possibile la diffusione del virus. Tutti insieme, andrà tutto bene.

Le segreterie Confederali e dei Pensionati di CGIL, CISL e UIL territorali

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