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Banca Monte, "Non ci sono più scuse, bisogna avviare il confronto"

28 Luglio 2011
Cgil, Cisl e Uil provinciali chiedono al nuovo presidente Venturini di convocare al più presto un incontro

Lo scorso 26 luglio sono avvenuti il passaggio della maggioranza delle azioni di Banca Monte Parma dalla Fondazione Monte Parma a Intesa Sanpaolo e l'elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione di Banca Monte Parma S.p.A.

 

Ora, secondo le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, non ci sono più scuse; occorre finalmente aprire un vero confronto con le rappresentanze sindacali aziendali dei lavoratori. A questo proposito, i sindacati confederali chiedono al nuovo presidente, Flavio Venturini, tra i suoi primi atti, di tenere un incontro con i rappresentanti dei lavoratori.

 

Anche le Istituzioni locali, a questo punto, considerato il definitivo ingresso di Intesa Sanpaolo in Banca Monte Parma, dovrebbero superare la riluttanza evidenziata nei mesi scorsi e giocare finalmente un ruolo attivo per la tutela dei lavoratori, salvaguardando, sul territorio locale, i livelli occupazionali e il radicamento della banca. 

 

I lavoratori che, con il loro impegno quotidiano, hanno garantito continuità ed efficienza all’attività della banca – che il management, perdipiù lautamente pagato, e gli amministratori, hanno seriamente compromesso -  meritano, secondo i sindacati confederali, di avere quelle risposte che da mesi stanno sollecitando.

 

Con le loro iniziative di lotta, i lavoratori di Banca Monte hanno anche contribuito a mantenere sveglia l’attenzione della pubblica opinione su questa delicata e cruciale vertenza, ricordando ai cittadini parmensi l'importanza di conservare la loro ultima banca locale.

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