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Ancora nessuna garanzia per i lavoratori di Banca Monte

17 Maggio 2011
La Fisac Cgil di Parma chiede a sindaco e presidente della Provincia di Parma di farsi carico del problema

L’Amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, lo scorso venerdì 13 maggio, ha affermato, nel corso di una conference call, che prevede di portare a termine l’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma “entro la fine del secondo trimestre 2011”.

 

A diversi mesi dalla comunicazione della cessione del pacchetto di controllo della banca, avvenuta alla fine del 2010, sta arrivando a conclusione il percorso che vedrà il passaggio della proprietà dalla Fondazione Monte Parma a Intesa Sanpaolo.

 

Se l’ingresso di Intesa Sanpaolo, così come ha affermato il Presidente di Banca Monte, Salvatori, pone in condizione di assoluta sicurezza la Banca, così non è, almeno per il momento, per le lavoratrici e per i lavoratori della banca che rischiano pesanti ricadute di natura occupazionale e professionale, di mobilità territoriale e penalizzazioni sul fronte dell’applicazione contrattuale.

 

Anche in occasione dell’approvazione del Bilancio 2010, è emerso con chiarezza che, nonostante le scelte strategiche del management della banca che hanno causato accantonamenti per oltre 80 milioni di Euro e la perdita di esercizio, se la banca è riuscita a mantenere la propria posizione rispetto ai concorrenti, il merito è delle lavoratrici e dei lavoratori. Il loro impegno, la competenza e la professionalità di chi "ci ha messo la faccia" tutti i giorni – hanno garantito la tenuta della banca e il mantenimento della fiducia della clientela, come testimoniano l’andamento della raccolta e degli impieghi e un risultato di gestione positivo; ma, nonostante tutto ciò, sono proprio le lavoratrici e i lavoratori a correre il rischio di pagare per tutti.

 

Infatti, nel contratto e negli accordi di vendita che sono stati sottoscritti tra Fondazione Monte di Parma e Intesa Sanpaolo, non sono state previste garanzie per i lavoratori della banca.

 

E fino ad oggi Intesa Sanpaolo, soggetto acquirente e nuovo proprietario che è già presente con propri manager all’interno della struttura aziendale e incide già ora sulle scelte e sulle strategie aziendali, ha rigettato qualsiasi richiesta di avvio della trattativa per stabilire le indispensabili tutele.

 

Non è più possibile attendere ancora, ed è fondamentale il ruolo che possono e devono giocare le istituzioni locali, attraverso il “tavolo interistituzionale” costituito, nel dicembre scorso, da Comune di Parma, Provincia di Parma, Fondazione Monte di Parma e rappresentanze sindacali di Banca Monte.

 

Per costruire una soluzione che soddisfi tutte le parti è necessaria la sottoscrizione di un accordo che, innanzitutto, riconosca a Banca Monte Parma il ruolo di “banca del territorio”; cioè che stabilisca il mantenimento, oltre al marchio, dell’autonomia societaria e degli assetti, direzionale ed organizzativo, della banca; condizioni necessarie per fornire le fondamentali garanzie ai dipendenti e la sopravvivenza dell’azienda nel proprio ruolo di banca locale al servizio di famiglie, lavoratori, pensionati, artigiani, commercianti, PMI e di tutti i soggetti che costituiscono il tessuto economico e sociale del nostro territorio. Più specificamente, l’accordo, secondo la Fisac Cgil di Parma, dovrà anche prevedere: le garanzie occupazionali; le tutele per eventuali casi di mobilità territoriale; il mantenimento e la valorizzazione dei livelli professionali e delle competenze professionali acquisite; le garanzie per i trattamenti contrattuali, economici e normativi attualmente vigenti.

 

La Fondazione, nel corso dell’ultima Assemblea degli azionisti ha rinviato la discussione sull’Azione di Responsabilità nei confronti degli ex vertici della Banca. La Fisac ritiene che sia una scelta inaccettabile, l’Azione di Responsabilità deve essere avviata subito; le gravi responsabilità di coloro che hanno determinato questa situazione (a partire dall’ex presidente e dall’ex direttore generale) e depauperato un patrimonio della città, mettendo a rischio anche il futuro e le prospettive dei lavoratori, non possono essere coperte e devono essere accertate e adeguatamente perseguite; le centinaia di firme raccolte non possono aspettare ulteriormente.

 

I lavoratori di Banca Monte continueranno con impegno e determinazione la loro battaglia per ottenere le garanzie per il loro futuro.

 

Ma ora anche il sindaco di Parma, Vignali, e il presidente della Provincia di Parma, Bernazzoli, che, attraverso la Fondazione Monte di Parma rappresentano il soggetto cedente e hanno precise responsabilità in relazione alla cessione della banca e per ogni eventuale ricaduta negativa che potrà riguardare i Lavoratori, devono davvero entrare in campo. Devono rompere gli indugi e, se davvero tengono al futuro dei lavoratori di Banca Monte Parma e alle prospettive della città e del territorio, devono farsi carico concretamente della problematica e mettere in campo tutto il loro peso, il loro ruolo e le loro forze, insieme a quello dei dipendenti della Banca.

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