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“NESSUNO ESCLUSO. IDEE E PROPOSTE PER UNA CONTRATTAZIONE INCLUSIVA NEL MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA”

21 Febbraio 2014

21 FEBBRAIO: “NESSUNO ESCLUSO. IDEE E PROPOSTE PER UNA CONTRATTAZIONE INCLUSIVA NEL MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA”

 

È imprescindibile per l'azione sindacale degli anni a venire lanciare una vasta campagna di recupero di autorità contrattuale, che abbia come finalità quella di includere i non rappresentati e i non organizzati. L'iniziativa deve esplicarsi soprattutto nei confronti di quel 50% del mondo del lavoro, costituito principalmente da giovani, che oggi il sindacato non rappresenta e non organizza se non in minima parte.

 

I giovani sono stati negli ultimi dieci-quindici anni un esercito di riserva, l'ultimo anello della catena su cui scaricare i rischi e i costi della produzione per poi diventare, all'occorrenza, lo strumento per mettere in discussione i diritti di tutti. A esser più poveri sono oggi i giovani che più hanno studiato e che, per la maggior parte, sono destinati a occupazioni precarie che nulla hanno a che fare con le competenze acquisite durante gli anni di studio. Un vero e proprio “declassamento della forza lavoro cognitiva” che passa per sottoretribuzioni, anni di disoccupazione o sottoccupazione forzata, forme di lavoro eternamente precarie, espulsione forzata dal mondo della ricerca o dell'insegnamento attraverso la riduzione del perimetro dell'Università e della scuola pubblica.

 

Agli occhi di questi lavoratori le battaglie contro la precarietà, tutte giocate sul piano legislativo, sono talvolta risultate distanti e percepite come inefficaci. Occorre dunque cambiare passo e sperimentare una contrattazione inclusiva che sappia ricomporre la filiera dei diritti, sancire per tutti una giusta retribuzione, individuare i nuovi diritti legati alla formazione, all'autonomia, alla professionalità.

 

Anche per arginare la crisi dell'azione sindacale sulle nuove generazioni è urgente comprendere non solo come agire nei contesti più tradizionali di lavoro, ma anche come includere nella rappresentanza e nella contrattazione le nuove professioni, i precari e i disoccupati, cercando allo stesso tempo di promuovere una qualificazione dei processi produttivi.

 

Alla precarietà e alla flessibilità tradizionalmente “appannaggio” della forza lavoro giovanile si aggiungono, anche nel nostro territorio, nuove precarietà che coinvolgono i quarantenni e i cinquantenni, frutto delle espulsioni dai cicli produttivi determinate dalla recessione e frutto di una rioccupazione spesso materializzatasi in forme provvisorie se non addirittura occasionali.

Anche il sistema degli appalti, già di per sé fonte di abusi e di possibili illegalità, per effetto della crisi rischia di trasformarsi nel grimaldello attraverso il quale comprimere i diritti e i salari di lavoratori spesso impiegati nell'attività “core”.

 

Il sindacato deve dunque sforzarsi di ricomporre un puzzle che rischia di diventare sempre più complesso e sempre meno leggibile, e di costruire, pur senza pretesa di completezza, un modello di contrattazione inclusiva, come peraltro previsto dal Piano per il lavoro della CGIL e dall’"Appello per un piano del lavoro di Parma e provincia" presentato a giugno scorso dalla Camera del Lavoro Territoriale.

 

Per queste ragioni la CGIL provinciale ha messo a punto un documento, che sarà presentato e discusso il prossimo venerdì 21 febbraio, alle ore 16.00, nel salone “Trentin” della Camera del Lavoro di Parma in via Casati Confalonieri, 5/a, in una tavola rotonda dal titolo “Nessuno escluso. Idee e proposte per una contrattazione inclusiva nel mondo del lavoro che cambia”. L’evento, che si inserisce nell’ambito delle iniziative collegate al percorso congressuale,  vedrà Claudio Treves, segretario generale NIdiL CGIL, e Vincenzo Colla, segretario generale CGIL Emilia-Romagna, dialogare con Giuseppe Turani, giornalista economico e scrittore, e Alessandro Bosi, docente di Sociologia dell’Università di Parma. Il dibattito sarà moderato da Mario Robusti, giornalista di Parmaonline.

 

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