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"INSIEME PER (R)ESISTERE. Il nostro impegno per la LEGALITÀ"

29 Novembre 2013

SPI CGIL Parma e SPI CGIL Emilia-Romagna, insieme a LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie (Coordinamento di Parma), invitano tutti i cittadini del territorio a INSIEME PER (R)ESISTERE. Il nostro impegno per la LEGALITÀ.

L’incontro, in calendario per il prossimo venerdì 29 novembre alle ore 15.00, presso l’Hotel Valentini in viale Porro, 10 a Salsomaggiore Terme, rappresenta l’occasione per vedere in prima visione assoluta il film, realizzato per la regia di Zorba Brizzi, che dà il titolo all’evento e che documenta il Campo Antimafia LIBERA 2013 a Salso.

L’iniziativa sarà aperta dai saluti di Paolo Bertoletti, segr. gen. SPI CGIL Parma, Alessia Frangipane, coordinatrice LIBERA Parma, Roberto Battaglia, segr. SPI CGIL Emilia-Romagna, e Filippo Fritelli, sindaco di Salsomaggiore Terme. Alle 15.30 è prevista la proiezione del docu-film, dopo il quale, intorno alle ore 16.00, interverranno Stefano Vaccari, senatore Commissione Antimafia, Elia Zanetti, coord. ARCI Campi Legalità, Daniele Borghi, coord. LIBERA Emilia-Romagna, e Ivan Pedretti, segr. SPI CGIL nazionale.

Dal 2007 ad oggi, a Parma e provincia si sono registrate 19 interdittive antimafia nei confronti di aziende. La Prefettura, per diciannove volte, ha adottato questa misura preventiva, che vieta di avere rapporti con la pubblica amministrazione, nei confronti di aziende che sono risultate soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa o di condizionamento da parte delle organizzazioni mafiose. Sono dati allarmanti, che hanno motivato il sindacato pensionati della CGIL a partecipare quest’estate all’organizzazione del campo antimafia di LIBERA a Salsomaggiore. I beni confiscati alla mafia, nel frattempo, sono saliti a sei. L’elenco compilato dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata indica tre immobili e un terreno nel Comune di Langhirano, e un immobile e un terreno a Salsomaggiore. A questi va aggiunta anche la lussuosa villa confiscata a Berceto, per riciclaggio legato alla camorra.

Il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa è cresciuto in questi ultimi anni. Un altro dato significativo riguarda i roghi nei cantieri, in attività commerciale, di auto e automezzi, che a volte sono di origine dolosa, segnali di intimidazioni mafiose. Contando solo i casi che sono apparsi sulla stampa, nell’ultimo anno sono andati in fiamme dieci mezzi di cantiere e camion (cinque autoarticolati nel parcheggio dell’autostrada, nell’ottobre 2012, due camion e un escavatore a Torricella di Sissa, nel novembre 2012, due escavatori a Gainago di Torrile, nell’agosto 2013). Tutti siamo chiamati a non guardare da un’altra parte: gli allarmi sulle infiltrazioni mafiose non sono “sparate”. Secondo lo SPI CGIL, l’impegno contro la mafia deve unire le generazioni. Per questo motivo il sindacato ha aderito all’organizzazione del campo antimafia di LIBERA a Salsomaggiore, l’unico in tutta la Regione Emilia-Romagna, cui hanno partecipato giovani e pensionati, le cui storie sono state appunto raccontate nel documentario prodotto dallo stesso SPI CGIL.

Un impegno che non ha lasciato indifferente lo stesso Presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha inteso intervenire idealmente all’incontro inviando una lunga lettera, che sarà letta in apertura dello stesso, ove, tra l’altro, scrive: “Durante la mia pluridecennale esperienza di magistrato e poi di Procuratore Nazionale antimafia, ho sempre espresso l’esigenza di una “rivoluzione epocale” che rafforzasse in ognuno di noi il senso della legalità ed il richiamo al rispetto di un più alto orizzonte valoriale nelle relazioni interpersonali e nel rapporto con le Istituzioni, e la necessità di far sentire, tutti insieme, la nostra voce contro quella “cultura mafiosa” che non solo alimenta fenomeni illeciti capaci di corrompere le strutture dello Stato e la sua stessa economia, ma di annientare, con la sua cultura, la stessa dignità e volontà dell’essere umano, trasformandosi molto spesso in una vera e propria “civiltà di morte”.

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