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Settore termale: un’altra ingiustificabile mazzata dall'INPS

4 Giugno 2019
FILCAMS CGIL Parma e Patronato Inca intervengono su cure termali e prestazioni economiche non riconosciute

Il settore termale, denunciano FILCAMS CGIL e Patronato INCA di Parma, sta subendo un'altra ingiustificabile ingiustizia.

L’INPS infatti, a differenza dell’INAIL, non ha provveduto a siglare i protocolli operativi specifici riguardanti la ripartizione degli oneri tra SSN e gli enti previdenziali e assicurativi al fine di garantire il diritto alle prestazioni economiche accessorie alle cure termali.

Un mese fa, poi, l’INPS unilateralmente provvedeva anche a cancellare dal proprio portale la procedura telematica per l’inoltro delle domande per poter usufruire delle prestazioni accessorie delle cure balneo termali.

Con questa spiacevole novità, si rischia di colpire ulteriormente un settore già in crisi, già endemicamente non prospero.

Il settore termale, che in ambito nazionale ha visto una contrazione pesante dei livelli occupazionali arrivando ora ad impegnare in maniera più o meno stabile circa 7.000 addetti, sta vedendo avviati percorsi di privatizzazione forzata di alcune importanti e storiche aziende, anche attraverso procedure concordatarie, per evitarne il fallimento o la chiusura.

A tal proposito, basti pensare a quanto sta accadendo in ambito provinciale a Salsomaggiore Terme, la città che per diversi decenni è stata punta di diamante nel panorama nazionale e non solo: le ex Terme di Salsomaggiore e Tabiano sono dal 2015 in concordato, mentre l’Istituto Baistrocchi ha avviato richiesta al Tribunale nei mesi scorsi per avviare un simile percorso.

Oggi sarebbero necessari investimenti e un rilancio anche attraverso la ripresa dell’ottima proposta di legge del settore che nell’ultima legislatura non fece in tempo ad essere approvata in nessun ramo del parlamento, ciò che rende ancor meno condivisibile questa operazione da parte dell’INPS, che peraltro non ottempera ad una disposizione di legge.

Dai territori viene l’appello perché l’INPS immediatamente riveda la propria decisione e affinché in Parlamento si agisca per ridare al termalismo l’importanza e la strategicità che merita, sia dal punto di vista della salute che del turismo.

Nel frattempo, il Patronato INCA si adopererà per promuovere i necessari e doverosi ricorsi qualora da parte dell’INPS venissero rigettate le legittime domande dei lavoratori.

 

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