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Sciopero agrario 1908-2008. 11 luglio Festa sull'Aia al Museo Guatelli

8 Luglio 2008
Cgil Parma, Comune di Collecchio e Fondazione Museo Guartelli ricordano un evento che ha segnato la nostra storia contadina e sindacale

Cgil Parma, insieme a Comune di Collecchio e Fondazione Museo Guatelli, con il patrocinio di Provincia di Parma e CoopNordest organizzano per venerdì 11 luglio, a partire dalle ore 18.30, una FESTA SULL’AIA al Museo Guatelli di Ozzano Taro, per ricordare lo sciopero agrario del 1908, un evento che ha segnato la storia parmense di cui ricorre il centenario.

Secondo Valerio Cervetti, curatore del volume su "Lo sciopero agrario del 1908. Un problema storico (1984)", «Lo sciopero del 1908 è dentro di noi parmigiani, sotto alla pelle; evento straordinario e incredibile forse per gli altri, per la razionalità storica; per noi che amiamo, con un certo compiacimento, specchiarci nella nostra storia, accadimento necessario e imprevedibile nello stesso tempo, violento braccio di ferro, fra agrari e leghisti, ferita non rimarginabile nei solchi della terra, negli animali e negli uomini». «Ma l’accanimento, l’asprezza, quei lunghi mesi di lotta, sono difficili da comprendere; forse non basta sapere del protagonismo dei braccianti, delle paghe inferiori a quelle delle altre province, dei patti dell’anno precedente, dell’attaccamento alla terra dei padroni, della loro ferrea coesione e di tante altre spiegazioni più o meno storiche. Il separarsi dai propri figli, tenere incrociate le braccia, giorno dopo giorno, nella stagione dell’anno in cui si era abituati a lavorare, dover lasciare la casa e gli affetti, sopportare l’insulto del crumiraggio, e la violenza del figlio del padrone: bisogna capire questi fatti elementari, bisogna capire perché decine di migliaia di persone, scioperanti ed agrari, hanno potuto lottare con tale asprezza per pochi centesimi di salario, per una giornata di lavoro più o meno lunga».

Ricordare, ricostruire quell’evento, in una data importante come un centenario, significa una volta di più comprenderlo, riscoprirne le ragioni e, soprattutto, l’attualità.

Lo sciopero agrario era stato proclamato per ottenere miglioramenti salariali per gli spesati, i salariati e i braccianti agricoli. L’annuncio venne dato, sulle pagine de “L’Internazionale”, il 1° maggio del 1908, dopo che l’Associazione Agraria Parmense si era opposta sia alle richieste dei lavoratori relative ad un orario di lavoro più "umano" sia agli aumenti delle retribuzioni. All’una di notte del 1° maggio 300 staffette in bicicletta partirono con pacchi di manifesti su cui erano stampate le tariffe proposte dalla Camera del Lavoro per raggiungere tutte le leghe della provincia e ufficializzare così lo "sciopero generale agrario senza limiti di tempo, a tutta oltranza".

Uno sciopero che farà epoca, a cui aderiranno oltre 25mila lavoratori in tutto il territorio, e che vide episodi di grande violenza nei confronti dei manifestanti che ispireranno poeti e letterati, da Bertolucci a Campolonghi.

Lo sciopero in città finì il 25 giugno, mentre nelle campagne continuava l’agitazione. Di fatto sarà una sconfitta. Ma pur avendo avuto un esito sfavorevole, fu uno degli avvenimenti più grandiosi della storia delle classi lavoratrici. I lavoratori delle campagne avevano ormai preso consapevolezza, intuito il valore dell’organizzazione, avevano combattuto per rivendicare il diritto di affrancarsi da condizioni di vita disumane e ottenere una maggiore equità sociale.

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