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Sanità privata, si è svolta ieri 10 aprile una nuova assemblea con presidio davanti al Don Gnocchi di Parma

11 Aprile 2019
Si tratta della seconda mobilitazione in pochi giorni promossa da lavoratori e sindacati di categoria di CGIL, CISL e UIL per chiedere subito il rinnovo del CCNL, stop al dumping contrattuale, regole chiare per garantire il servizio sanitario

Nell'ambito della mobilitazione dei lavoratori della sanità privata che protestano da tempo contro il mancato rinnovo contrattuale (il CCNL è scaduto da ben 12 anni), dicono basta con l'applicazione di contratti che nulla hanno a che fare con la sanità e con i livelli di assistenza, e chiedono regole chiare per garantire la qualità del servizio sanitario e la sicurezza delle cure e delle persone che lavorano, si è svolta ieri mercoledì 10 apriledalle ore 11 alle ore 12, si svolge una seconda assemblea con presidi odavanti alla Fondazione Don Gnocchi di Parma, dopo l'iniziativa dello scorso 3 aprile davanti al Centro Cardinal Ferrari.
 
La mobilitazione è promossa unitariamente da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL provinciali che intendono portare avanti la protesta dei lavoratori della sanità privata per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da 12 anni con le parole simbolo della vertenza: #ContrattoSubito e #SenzaVergogna.
 
Dopo gli ultimi incontri di trattativa si sono interrotte le relazioni sindacali di fronte al vergognoso rifiuto delle imprese di adeguare le retribuzioni, ferme dal 2007. In nessun settore pubblico e privato è mai accaduto e intanto il settore della sanità privata continua  a fare profitti e ad allargare il suo ambito di intervento a spese del servizio pubblico. Le imprese della sanità privata si rifiutano di rinnovare il contratto e vorrebbero addossare il costo del rinnovo al servizio pubblico chiedendo il rinnovo delle convenzioni: questo è inaccettabile perché nel corso degli anni avrebbero dovuto predisporre le risorse per il rinnovo del contratto e non solo distribuirsi gli utili.

I lavoratori della professioni sanitarie pagano di tasca propria  quote  consistenti di iscrizione  agli ordini professionali, estesi purtroppo dalle ultime  normative ,  così come pagano i corsi obbligatori di aggiornamento. E questi costi non sono fermi alle quote del 2007, così come non lo è il costo dei beni e servizi.

I lavoratori della sanità privata offrono prestazioni fondamentali e specializzate: sono gli infermieri , i fisioterapisti, gli operatori socio sanitari, i tecnici, i radiologi, psicologi,  logopedisti e altri professionisti ancora che assistono e curano i pazienti nei reparti , negli ambulatori , nelle palestre tutti i giorni. E lo fanno con difficoltà sempre maggiori : sono in pochi perché il personale assente non si sostituisce più mentre  i pazienti aumentano, la qualità del servizio spesso è lasciata all’iniziativa personale, mancano percorsi di crescita professionale e aumenta la precarietà.

Il settore merita servizi di qualità e prestazioni efficaci e i lavoratori stanno lottando per chiedere un salario dignitoso, regole , trasparenza e investimenti adeguati per essere messi in condizione di lavorare meglio. 

Per i lavoratori della Fondazione Don Gnocchi  inoltre la situazione è ancora più tesa per i difficili anni di vertenza con l’azienda che ha disdettato il contratto nazionale per aderire ad Aris con un percorso tormentato fatto di disdette e accordi di crisi che hanno richiesto ulteriori sacrifici ai lavoratori attraverso ore di lavoro aggiuntive e applicazione di contratti del settore socio assistenziale.

In queste settimane si stanno svolgendo in tutte le città iniziative pubbliche per denunciare quanto sta accadendo in questo settore in un percorso crescente di mobilitazione che ci vedrà impegnati il 15 Aprile a Roma ad un attivo nazionale e il  17 Aprile davanti alle sedi Aiop e Aris regionali e in ulteriori giornate di sciopero.                            

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Uno scatto dal presidio


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