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“Rispetto per le decisioni del giudice: ma i danni a lavoratori e sindacati sono evidenti”

18 Novembre 2020
La posizione di CISL e CGIL territoriali sul processo "Work in progress"

La CISL Parma-Piacenza e la CGIL di Parma, pur nell’assoluto rispetto dei provvedimenti giudiziari, si permettono di sottolineare e di difendere l’assunto che i reati di associazione a delinquere e i reati tributari danneggiano i lavoratori e le prerogative dell’attività sindacale.

Il particolare riferimento è al processo ‘Work in progress’ che si è celebrato a Parma, avanti il Giudice dell’Udienza Preliminare, nei confronti di Gigliotti Franco, Gigliotti Giuseppe, Ingegnoso Francesco, Romeo Pasquale, Vitale Alessandro e Mari Michele, per una associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di frodi fiscali per decine di milioni di euro. L'esito del processo di primo grado ha visto la condanna di tutti gli imputati a pene severe.

Processo in cui il giudice ha ritenuto di non ammettere i sindacati quale parte civile poiché, a suo parere, dai reati contestati agli imputati non ne deriva un danno diretto ai lavoratori e alle associazioni sindacali.

Gli scriventi hanno profondo rispetto per i provvedimenti giudiziari, e questo caso non farà eccezione. Tuttavia la motivazione utilizzata dal Giudice trova il nostro netto dissenso, in quanto i reati contestati agli imputati sono reati tributari (uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indebita compensazione … etc), vale a dire reati che nei fatti hanno causato un danno diretto al mondo del lavoro e, di conseguenza, ai sindacati. Considerato che tra le nostre finalità precipue vi è naturalmente quella della tutela del diritto al lavoro, diritto alla giustizia sociale, diritto alla garanzia ed alla stabilità dell’occupazione, diritto alla rappresentanza dei lavoratori.

Senza entrare nel merito dell’indagine, tuttavia la CISL e la CGIL il si sono costituite come parti civili proprio dopo aver studiato e letto con attenzione la stessa ordinanza di custodia cautelare del GIP di Parma, che in alcuni passaggi è molto chiara quando dice che :

"[…] Nel sistema economico locale, al di là dell’ingente danno per l’Erario, il meccanismo fraudolento ha cagionato un rilevante danno per le concorrenti del mercato, le quali, operando nel rispetto della normativa e nella legalità, sono costrette a sopportare dei costi ben maggiori, con conseguente impossibilità di offrire manodopera ai prezzi più vantaggiosi e assolutamente non competitivi, offerti dai predetti soggetti responsabili dell'utilizzo di stratagemmi fraudolenti. Danno che non solo incide sul mercato alterando il sistema della concorrenza ma anche sulla singola società che sopportando i reali costi ha una prospettiva di sopravvivenza a breve termine". E ancora, prosegue il G.I.P.: "[…] L'utilizzo di manodopera offerta da società consorziate responsabili di evadere le imposte mediante vari artifici fiscali (annotazione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di imposte) fa sì che la GF sia più competitiva nel mercato, offrendo l'opera di lavoratori qualificati a un costo più conveniente per le società committenti, le quali oltre ad ottenere un vantaggio in termini di esborso finanziario, godono in tal modo di un vantaggio operativo legato alla possibilità di utilizzare la forza lavoro all'occorrenza, senza incorrere nelle criticità correlate alla gestione del personale dipendente (ferie, assenze per malattie, vertenze sindacali, etc.)".

Rimane in noi ferma la convinzione che la gestione di intere filiere produttive attraverso l’uso sistematico della frode fiscale abbia consentito, di certo, la creazione di un illecito monopolio che ha fortemente compromesso il sistema territoriale di relazioni industriali e sindacali, ma soprattutto il tessuto economico di un intero settore, segnando così la sorte dei lavoratori che qui prestavano la loro opera, molti dei quali hanno perso il loro posto di lavoro.

Il processo ha seguito il suo corso, ma gli effetti di queste infiltrazioni criminali in settori primari del tessuto economico si sono diffusi nella Città e  meritano la più alta attenzione  delle Istituzioni e degli attori economici del territorio.

Sollecitiamo quindi una riflessione tra tutte le forze politiche, sociali ed economiche in merito agli strumenti, alle scelte e alle azioni concrete da mettere in campo per contrastare l’illegalità economica esistente e favorire un tessuto produttivo nel quale i soggetti che seguono le regole possano emergere per la qualità del loro lavoro. Solo in questo contesto di legalità e giustizia sociale i lavoratori potranno esigere i loro diritti e considerarsi liberi e il sindacato potrà svolgere la sua funzione come prevista dalla Costituzione.

 

 

Michele Vaghini (Segretario generale CISL Parma Piacenza)

Lisa Gattini (Segretaria generale CGIL Parma)

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