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Riorganizzazione Comune di Parma, ci vogliono equità e trasparenza

29 Dicembre 2011
Cgil, Cisl e Uil tengono alta l'attenzione

A margine dell’incontro di ieri con il Commissari Straordinario, Mario Ciclosi, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil provinciali, Patrizia Maestri, Federico Ghillani e Mario Miano, mettono in chiaro quello che si aspettano dal nuovo corso dell’Amministrazione cittadina, e si impegnano a vigilare affinché la situazione attuale trovi nella riorganizzazione annunciata dal Commissario una soluzione la più possibile equa e trasparente, pur consapevoli che i lavoratori e i cittadini dovranno pagare il fallimento di un “modello Parma” rappresentato dalla precedente Amministrazione basato in gran parte sui proclami e gli annunci di facciata e in realtà nutrito, in alcuni settori, di corruzione e illegalità.

 

Tra gli aspetti che Cgil, Cisl e Uil tengono a segnalare vi è la conferma che le ripetute e preoccupate contestazioni avanzate da diversi anni, e con più frequenza negli ultimi mesi, circa la mancanza di trasparenza nella gestione degli atti amministrativi, non solo erano fondate, ma addirittura eufemistiche: dietro la più volte evocata “opacità” della precedente Amministrazione vi era addirittura una “sovrastruttura”, con sdoppiamenti di incarichi, dispersioni e sprechi ancora difficili da quantificare, tali da non permettere in molti casi di sapere chi dovesse fare cosa.

 

Naturalmente questa “operazione trasparenza” avviata dal Commissario è necessaria e ineludibile, secondo i sindacati confederali, che tuttavia temono che il processo di razionalizzazione annunciato da Ciclosi possa mettere a rischio occupazione e qualità dei servizi, nonostante l’impegno dichiarato dal commissario stesso ad evitare qualsiasi licenziamento.

 

Cgil, Cisl e Uil chiedono anche di aprire un confronto sui temi degli appalti e della legalità, argomenti sui quali tutte le principali istituzioni e le forze sociali sono oggi impegnate. È tempo che il Comune di Parma ritorni ad essere protagonista su questi terreni lasciandosi alle spalle una triste stagione.

 

Si aggiunge inoltre la preoccupazione relativa al mancato confronto sul bilancio preventivo, che dovrà essere approvato per motivi di urgenza, anche per liberare risorse per saldare i fornitori, entro il 31 dicembre. A tale proposito le perplessità più significative riguardano l’aumento prevedibile della tassazione sui cittadini (IRPEF e IMU), i rincari di tariffe e rette, la possibile cancellazione o riduzione di una serie di provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle fasce sociali più deboli, interventi che i sindacati vorrebbero poter discutere, ritenendo di essere portatori delle istanze di chi sarà chiamato a rimediare agli errori di una classe dirigente inadeguata e inaffidabile.

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