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“Quoziente Parma: una città a misura di famiglia deve fondarsi su equità e sano realismo”

7 Novembre 2011
Nota stampa di Patrizia Maestri, segretaria generale Cgil Parma

“Parma vuole essere una città a misura di famiglia: il convegno odierno in municipio sul “Quoziente Parma” lo ha voluto ribadire, rimettendo l’accento, ancora una volta, sull’importanza di dare sostegno alle famiglie, con particolare riferimento a quelle numerose.

Tutto bello e buono, non a caso Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno a suo tempo approvato il QP, avallando il meccanismo di ricalcalo dell’ISEE in un’ottica di maggiore rispondenza alle reali esigenze del nucleo famigliare.

Tuttavia, oggi, di fronte ad un’Amministrazione che non c’è più e alla necessità di dare sostanza allo slogan che sta al centro di queste politiche di welfare, vorrei capire meglio come il Comune di Parma pensa di assumere e gestire questo impegno nei confronti delle famiglie (e a questo proposito vorrei precisare che oggi non solo quelle più numerose sono in difficoltà); con quale strategia e, soprattutto, con quali risorse pensa di dare risposte a questi temi che pure hanno una loro urgenza.

L’opuscolo-vademecum presentato sembra pieno di ottime intenzioni, come ad esempio quella che prevede azioni di sostegno per le famiglie con anziani o disabili non autosufficienti: ma come sarà possibile attuare un simile proposito se già oggi si riducono gli assegni di cura e l’assistenza domiciliare?

E ancora: come si conciliano le misure per le famiglie annunciate con azioni come la recente e scellerata approvazione della delibera di giunta che impone il pagamento dei buoni pasto per le mense scolastiche anche a quelle famiglie che certificano un’ISEE non oltre i 6mila euro? Quale tutela della famiglia è quella che discrimina i più piccoli e indifesi, tagliando in certi casi il pasto ai bimbi?

Credo che il sostegno alla famiglia, doveroso e necessario per la tenuta di un sistema sociale come il nostro, non possa che passare, tanto più in una fase come quella attuale per una seria assunzione di responsabilità e scelte condivise, improntate a criteri di equità e di realismo. Diversamente si rischia di ricadere nella palude dei proclami di facciata, privi di ogni attuabilità”.

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