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“Orchestra Teatro Regio di Parma, controproducente dividersi su diritti e tutele”

16 Febbraio 2011
Dichiarazione di Silvia Avanzini, segretaria generale SLC Cgil di Parma

“Il continuo evolversi della polemica di questi giorni ripresa da alcuni organi di stampa locali a proposito dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma Srl, suggerisce - in qualità di segretaria generale provinciale dell’SLC CGIL (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) - la necessità di ribadire alcune riflessioni sul mondo della produzione culturale di Parma, nel rispetto delle diverse espressioni fin qui emerse con particolare riferimento al dibattito in rete (commenti, pseudonimi, diffide, apprezzamenti, etc.).

L’SLC-CGIL da tempo, dopo aver avuto modo di conoscere i termini dei contratti di collaborazione (co.co.pro.) di alcuni professori dell'Orchestra rivoltisi non senza qualche timore al nostro sindacato, chiede di valutare percorsi tesi al recupero di tutele contrattuali per coloro che prestano la loro opera in uno dei più prestigiosi teatri di tradizione del nostro Paese. Da tempo, inoltre, ai tavoli di confronto istituzionali si sollecitano politiche di sistema e di sinergia con altre importanti istituzioni culturali, ancora più necessarie considerato l'aggravarsi della crisi nel settore della cultura (occorre ricordare ancora il pesante taglio al FUS e agli enti locali); tali richieste sono state portate a tutti i livelli che - diciamo così - hanno la possibilità di poter decidere come prevenire i contenziosi. Nessuna forzatura, nessuna presunzione se non quella di richiedere il rispetto di norme contrattuali e previdenziali (come ad esempio il diritto alla disoccupazione) riconosciute in altre realtà, dove, peraltro, i lavoratori hanno scelto di farsi rappresentare dal sindacato ed hanno loro delegati eletti nelle assemblee.

Del resto, quando parliamo di produzione culturale parliamo di risorse pubbliche (il Comune di Parma stanzia per la Fondazione Teatro Regio 3 milioni di euro) che dovrebbero essere allocate al meglio senza sprechi né abusi e nel rispetto delle regole.

Vi sono poi i lavoratori direttamente assunti dalla Fondazione del Teatro Regio (macchinisti, amministrazione, laboratori, sartoria, trucco e parrucco, biglietteria e portineria), per i quali l’SLC CGIL e la Rappresentanza Sindacale dei Lavoratori hanno intrapreso attraverso accordi sindacali con la Direzione del Teatro un percorso di graduale stabilizzazione dei precari. Precari storici - li chiamiamo noi - perché lavorano in Teatro con grande passione da tanti anni per 9/10 mesi all'anno. Da qui la continua richiesta di attenzione affinché il Festival Verdi non eroda lavoro prezioso alla stagione lirica che garantisce - tradizionalmente - il tempo di lavoro e di occupazione maggiore. Questo vale - va da sé - per tutte le maestranze del Teatro, anche per quelle artistiche (orchestra, coro).

Ora, preoccupano il Sindacato il pesante taglio al FUS che non verrà reintegrato se non con 15 milioni di euro a favore delle Fondazioni Lirico/Sinfoniche (il teatro Regio è un teatro di tradizione, non un ente lirico) e il decreto "milleproroghe" che pare non vedrà finanziamenti ad hoc per il Festival Verdi, che si sta avviando al suo bicentenario nella più pesante incertezza.

Inoltre la preoccupazione si appesantisce se si pensa alla situazione più generale del bilancio comunale e della gestione delle partecipate del Sindaco di Parma Pietro Vignali, nonché Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma.

Un periodo come questo, così cupo e avaro di futuro, spingerebbe chiunque a fare sistema e a mobilitarsi per una prospettiva comune, anche nel settore della produzione culturale.

Ancora una volta, invece, si preferisce il racconto di una finta città –“Parma, un modo di vivere” - purtroppo ormai con il fiato corto”.

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