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Mense scolastiche, Filcams CGIL: "Siamo alla frutta!"

8 Maggio 2020
Settembre lontanissimo, incertezza e mancanza di prospettive per le lavoratrici del settore

 

La Filcams CGIL esprime la propria preoccupazione in relazione alla difficile situazione delle lavoratrici occupate all’interno delle mense scolastiche.

Interrotto il lavoro il 24 di febbraio, ma in FIS o CIGD solo dalla prima settimana di marzo, ad oggi non solo permangono incertezze pesanti sulla data di eventuale riapertura delle scuole, ma anche dubbi su che tipo di ripresa verrà attuata.

A Parma e provincia sono impiegate in questo tipo di servizio circa 500 persone, nella quasi totalità donne, con un contratto di part time verticale ciclico, che significa lavorare circa solo 9 mesi l’anno, a scuole aperte, mentre per i restanti mesi sono a casa senza né contribuzione né stipendio, pur rimanendo in forza alle aziende.

Sono tutte lavoratrici che hanno un monte ore, per i mesi di lavoro, spesso molto basso, sotto alle 20 ore.

Chiediamo che venga posta un'attenzione particolare su questo specifico settore, che diversamente rischia di perdersi in una discussione più’ generale col rischio che ci si focalizzi solo su alcuni frangenti, maggiormente “visibili”, dimenticando la tutela di persone con redditi già bassi che rischiano di essere lasciate sole, senza certezze di continuità né di lavoro né di reddito in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.

Le lavoratrici delle mense scolastiche, in larga maggioranza donne e in certi casi anche capofamiglia in nuclei monoreddito,  garantiscono un pasto ai nostri figli con grande impegno e professionalità, nonostante siano state aiutate in questa prima fase dagli ammortizzatori, hanno necessità di una forma di sostegno che non si limiti a “tamponare l’immediato”, ma che possa dare loro una prospettiva di sostenibilità a medio termine vista l'incertezza generale in cui versa il settore, fondamentale, all’interno del quale operano.

Settembre è lontano, in questa congiuntura lo sembra ancora di più, e la ripresa a pieno regime delle scuole tutt’altro che scontata.

Chiediamo che il nuovo DPCM in uscita, ascoltando le sollecitazioni del Sindacato che non è mai stato indifferente al tema e che anche ai livelli più alti ha già sollevato il problema, includa nei suoi provvedimenti le molte categorie di lavoratori finora rimasti fuori dal circuito degli ammortizzatori sociali o dalle diverse forme di sostegno al reddito, part-time verticali ciclici compresi, per evitare al massimo quello che potrebbe avere un devastante impatto socio-economico sui lavoratori del settore, non solo per la provincia di Parma, ma in maniera trasversale, da nord a sud, per l’intera nazione.

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