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Istituto Comprensivo di Borgotaro, preoccupazione per i tagli ai docenti dell'infanzia

12 Luglio 2019
FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola: "I territori montani non vanno abbandonati o sacrificati nel nome di parametri e numeri"

Nella giornata di ieri, 11 luglio, presso la sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Parma e Piacenza, si è tenuto un incontro con il Direttore Bocedi e la delegazione RSU dell’Istituto Comprensivo di Borgotaro, accompagnata dal collaboratore del Dirigente Scolastico. Su invito della delegazione RSU, erano presenti le organizzazioni sindacali provinciali della Scuola e la rappresentanza politica del territorio di Borgotaro, con il sindaco e l’assessore per la Scuola.

È stata espressa al Direttore seria preoccupazione per i tagli in organico di diritto relativi ai posti docenti della scuola dell’infanzia, seppure compensati con un recupero di detti posti in organico di fatto, ovvero non in modo stabile e definitivo per gli anni successivi.

Le organizzazioni sindacali, coscienti dei parametri e degli indicatori che regolano secondo legge i criteri di determinazione degli organici di diritto, hanno tuttavia invitato il Direttore Bocedi a rappresentare presso l’Ufficio Scolastico Regionale le criticità che tali parametri producono su un territorio montano come quello di Borgotaro.

L’ufficio scolastico regionale costituisce una articolazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che attua gli indirizzi politici del Governo nazionale per la filiera della conoscenza. In quanto tale, ogni parametro è non solo una formulazione tecnica ma soprattutto risulta espressione di una volontà politica. Parametri ed indicatori che producano scompensi su un territorio, indebolendone le dinamiche attrattive e di sviluppo, devono perciò essere rivalutati o comunque armonizzati con la necessità di garantire il diritto allo studio degli alunni e il diritto delle famiglie ad avere garantito un servizio pubblico di istruzione finanziato in modo efficiente e supportato in maniera efficace.

Le organizzazione sindacali, ad evidenziare la necessaria pressione da esercitare sul decisore politico - anche presso i competenti uffici periferici che costituiscono articolazione dei ministeri governativi -, hanno perciò ricordato che la Legge di Bilancio 2019 stanziando risorse aggiuntive per specifica finalizzazione su posti aggiuntivi per il tempo pieno scuola primaria, Licei musicali e Istituti Professionali, ha però totalmente ignorato la necessità di stanziare risorse per finanziare posti aggiuntivi per la scuola dell’infanzia, specie a riguardo di territori montani sempre più in difficoltà per una serie congiunta di fattori sfavorevoli, sia socio-economici che demografici.

A riguardo, proprio la valutazione delle situazioni orografiche e delle situazioni socioeconomiche sono indicatori variabili riconosciuti dalla normativa vigente per la determinazione degli organici scuola, che vanno dunque meglio valutati nella loro pregnanza politica, alla luce degli effetti e delle ricadute che producono sui livelli essenziali di prestazione da garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, compresi i territori montani che non vanno per questo abbandonati o sacrificati nel nome di parametri e numeri che sono in realtà espressione di una chiara e deliberata volontà politica.

Difendere la scuola nei territori montani significa difendere la scuola come presidio di unità e coesione nazionale, perché non sbagliano i bambini a nascere in un luogo di montagna piuttosto che in una grande città, e non possono essere le loro famiglie a pagare il costo dei tagli all’istruzione. Come sempre, i sindacati di categoria saranno a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie.

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