Questo sito non utilizza cookie per le proprie funzionalità o per mandarti pubblicità. Scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie tecnici per la gestione del sito. Per saperne di più clicca qui.
CGILParma.it




ISCRIVITI ALLA CGIL


Martedì 25 Giugno 2019
HOME PAGE
CATEGORIE
SERVIZI
CHI SIAMO
ORARI E SEDI
CONTATTACI

Fratelli d'Italia sul Baistrocchi, demagogia preelettorale

8 Maggio 2019
FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS: più utile affrontare le crisi con senso di responsabilità come hanno fatto i sindacati

Nel ringraziare l’esponente di Fratelli d’Italia (forza politica notoriamente vicina ai sindacati) per il nostalgico amarcord pubblicato ieri sul quotidiano locale a proposito di quello che dovrebbe essere il ruolo del sindacato (e per fortuna che qualcuno ce lo ricorda..!), teniamo a puntualizzare alcune cose a proposito della vicenda in oggetto riguardante le terme Baistrocchi.

Ricordiamo che poco più di un anno fa (marzo 2018), come organizzazioni sindacali di categoria, avevamo preso posizione pubblicamente sulla situazione di crisi riguardante i ritardati pagamenti di più stipendi da parte di ADG srl. Da ciò ne è scaturito un percorso di costante raffronto tra le parti attraverso tavoli di crisi istituzionali, ci sentiamo quindi di affermare che l’epilogo del concordato con il contestuale affitto di ramo d’azienda è stato forse l’unico sbocco percorribile per consentire il prosieguo dell’attività.

Dal nostro punto di vista avere garantito ad oggi livelli occupazionali, continuità, stesse retribuzioni e la non applicazione del jobs act è stato il miglior risultato possibile. Su questo aspetto ci siamo espressi; così come ci siamo espressi positivamente per il fatto che la Salus per Aquam Spa stia trattando anche per la riapertura dell’Albergo Valentini.

Siamo consapevoli che possano esserci purtroppo degli insoluti verso i fornitori (esiste però il rischio d’impresa), ma certamente se oggi il Baistrocchi fosse già stato chiuso le ricadute su tanti esercizi commerciali sarebbero state ben peggiori (non auspichiamo una vicenda Tommasini bis). Sempre in questa malaugurata ipotesi tutti i lavoratori potevano già essere licenziati e conseguentemente in NASPI. Coloro che amano pontificare su questa situazione di crisi, in caso di chiusura, sarebbero stati in grado di fornire possibilità occupazionali alternative e immediate al personale a tempo indeterminato e a quello stagionale?

Possiamo garantire che una visura camerale è stata fatta, ma finchè non vi saranno gravi mancanze nei confronti dei lavoratori (cosa che non auspichiamo), nulla possiamo eccepire.

Da ultimo, quanto al TFR dei dipendenti che verrebbe garantito dal Fondo di Garanzia INPS "pagato dalle nostre tasse" rammentiamo che oggi nessuno è in grado di prefigurare se il concordato sarà o meno omologato; ad ogni modo facciamo presente che tale fondo viene alimentato da un contributo a carico dei datori di lavoro pari allo 0,20% della retribuzione imponibile.

I sindacati debbono affrontare le crisi con senso di responsabilità badando in primis a garantire nel possibile i lavoratori, non usando demagogia elettorale.

 

CONDIVIDI


SU TWITTER
SU FACEBOOK




A cura dell'Ufficio Stampa e del Centro Sistemi Informativi CGIL di Parma © Copyright 2000-2019
Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome Ottimizzato per Google Chrome