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“Donne e cultura del “bunga bunga”: è ora di dire basta!”

20 Gennaio 2011
Patrizia Maestri, segretaria generale Cgil Parma, contro il "machismo primitivo" del Presidente del Consiglio

“Non se ne può più. L’immagine e l’idea del ruolo delle donne nella nostra società che il Premier vorrebbe continuare a far passare è ormai non solo offensiva, svilente, falsa, anacronistica, immorale, regressiva, oscurantista: è semplicemente insostenibile.

Insostenibile per le donne italiane – e sono milioni - che lavorano, studiano, si dividono in mille impegni e fatiche per surrogare uno stato sociale sempre più al collasso; insostenibile per i milioni di uomini – per fortuna la maggior parte – che non si riconoscono in questo atteggiamento machista e primitivo di considerare le donne una pura merce, senza qualità se non quelle puramente esteriori e deperibili dell’avvenenza e della disponibilità.

Insostenibile per la tenuta stessa del Paese, che oggi più che mai bisogno di valorizzare le sue forze sane, produttive, creative, e che senza “l’altra metà del cielo” non potrebbe che andare, inesorabilmente, alla deriva.

Certo, da un Governo che considera la famiglia uno dei capisaldi delle sue politiche, che si erge a paladino della vita lanciando strali contro la fecondazione assistita e altre simili pratiche contro natura, ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso e più rispettoso.

Non abbiamo bisogno di “sultani” che ci elargiscano qualche migliaia di euro perché siamo troppo incapaci per provvedere alle necessità della vita. Abbiamo bisogno di politiche vere per la famiglia, per affrontare la maternità con consapevolezza e sostegno, per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, per avere pari opportunità nelle professioni, per offrire ai nostri figli la possibilità di costruirsi un futuro senza scorciatoie o raccomandazioni.

Ieri l’Istat ha reso noto che in Italia un giovane su cinque, tra i 15 e i 24 anni, non lavora né cerca occupazione, tanto poca è la fiducia di trovarla (dopo di noi solo Malta), e che il tasso di occupazione femminile è solo del 46,4% (tra i più bassi d’Europa): si tratta di un allarme sociale tra i più preoccupanti, su cui il Governo dovrebbe concentrare tutta la sua attenzione.

A meno che il Presidente del Consiglio non sia disponibile a “dare una mano” personalmente a tutti i cittadini che si trovano in situazione di difficoltà”.

 

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