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Dati Istat, "attenzione ai facili entusiasmi, occorre leggere i numeri in profondità"

8 Luglio 2019
Lisa Gattini, segretaria generale CGIL Parma, commenta il rapporto 2019 sull'occupazione

“A proposito del rapporto annuale sui dati Istat relativi all’occupazione, alcuni commentatori locali ritengono che l'Italia stia per ripartire e per liberarsi da una austerity che ha inibito sviluppo, occupazione e dunque fondamentalmente il benessere collettivo. La ricetta della flat tax, della pace fiscale e della riduzione dei contributi INAIL stabilizzeranno questa situazione felice in aggiunta al Decreto crescita ed allo Sblocca cantieri.

A maggio siamo tornati ad una base occupazionale che ha recuperato il livello pre crisi del 2008. E questo ci è confermato anche dal rapporto IRES per la Provincia di Parma che abbiamo presentato lo scorso mese presso la Camera del Lavoro di Parma. È indubbio che in numeri assoluti la percezione sia quella di una crescita dell’occupazione, ma un secondo dopo occorrerebbe andare dentro ai numeri e vedere in cosa consiste quella occupazione, che qualità esprime, in che modo è rapportata alla produzione industriale del Paese, come si posiziona rispetto al lavoro giovanile e alla situazione in Europa.

L'Istat registra qualsiasi rapporto di lavoro, anche di poche ore al mese, quindi un parametro veramente indicativo da considerare sarebbe quello delle ore lavorate. Nello stesso rapporto annuale Istat 2019 leggiamo che il volume di lavoro misurato in ore è significativamente inferiore a quello registrato ante 2008, ci sono 876 mila occupati a tempo pieno in meno ed un milione di occupati part time in più, spesso involontari. Si lavora poco, per poche ore, con contratti temporanei e precarizzanti, e con basse retribuzioni. Per non parlare dei tavoli di crisi aperti al MISE che coinvolgono fino a 280.000 lavoratori, dei quali poca traccia troviamo nelle preoccupazioni del Governo attuale in “altre faccende affaccendato”. L' Istat fornisce infatti anche i dati sul calo della produzione industriale, i tavoli di crisi aumentano e la cassa integrazione straordinaria lievita di un +78% per cessazione di attività.

L'Istat diffonde anche i dati sulla povertà assoluta e relativa in Italia. I dati diffusi a giugno relativi al 2018 confermano ancora enormi sacche di disagio con una maggiore incidenza tra le famiglie residenti nel Sud del paese (10%) a fronte delle regioni del Nord (5,8%) e del centro (5,3%). Segnaliamo che il disagio economico è anche tra lavoratori operai o equivalenti (12,3%), ossia in questo paese oggi è povero anche chi lavora.

Mancate politiche industriali organiche e di lungo termine, lavoro povero, estrema flessibilizzazione del mercato del lavoro, poca propensione al credito delle imprese e poca propensione agli investimenti esteri nel nostro paese, vista la perdurante instabilità del quadro politico in uno scenario di eterna campagna elettorale: è questo il quadro che abbiamo davanti. Se a tutto questo si pensa di rispondere con la flat tax, con la pace fiscale e con la riduzione dei premi Inail è evidente che non raggiungeremo un livello accettabile. Il Decreto crescita e lo Sblocca cantieri sono interventi complessivamente inadeguati ad affrontare lo scenario di competitività internazionale di paesi come il nostro che devono necessariamente con le loro economie restare vivi sulla scena del mercato globale. Per “respirare” occorrono massicci investimenti pubblici, certezze per gli investimenti privati, una radicale riformulazione del sistema di progressività fiscale. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. L’auspicio è che dai tavoli che si sono aperti con il governo dopo le manifestazioni unitarie che hanno visto protagonisti lavoratori e pensionati ci possa essere un avanzamento nella direzione da noi proposta”.

 

Lisa Gattini, segretaria generale CGIL Parma

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