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Contratto separato commercio privato: la posizione della Filcams di Parma

16 Marzo 2011
Iniziative di mobilitazione e informazione per spiegare le ragioni del "no"

Si è svolta questa mattina, a margine dell'attivo provinciale dei delegati, la conferenza stampa della Filcams di Parma convocata per illustrare i motivi di dissenso del sindacato di categoria della Cgil rispetto all'accordo separato, siglato da Cisl e Uil con Confcommercio, per il rinnovo del CCNL del commercio privato.

Le iniziative di informazione e mobilitazione previste riguardano un presidio, che si svolgerà nella mattinata del prossimo 25 marzo in piazza Garibaldi; due ore di sciopero con assemblee in tutti i luoghi di lavoro in date da definirsi azienda per azienda; presidi e momenti informativi ufficiali nelle realtà più significative sia della grande distribuzione che dei servizi. Il tutto da svolgersi entro il 6 maggio, giorno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil a livello nazionale.

Le ulteriori due ore di sciopero previste dalla categoria verranno calendarizzate nei prossimi giorni, in attesa degli sviluppi delle altre due trattative di settore aperte con Confesercenti e Distribuzione Cooperativa.

Perché la Filcams Cgil non ha firmato? Perchè si tratta di un accordo brutto e inedito, si può dire il peggior contratto mai visto, che non ha recepito nessuna richiesta di quelle presentate nelle piattaforme ma che ha accolto tutte le istanze di Confcommercio. È un contratto a costo zero per le controparti e ha costi altissimi per i quasi tre milioni di lavoratori occupati nel settore, di cui l'80% sono donne, molte delle quali impiegate part-time. È inoltre un accordo che non garantisce i salari e peggiora notevolmente diritti e tutele delle lavoratrici e lavoratori del settore, a partire dalle modifiche sulla malattia: è stata infatti prevista la possibilità per le imprese di uscire dal meccanismo Inps e pagare direttamente la malattia, rischiando di indebolire lo strumento di tutela solidaristico rappresentato dal fondo Inps . Il pagamento dei primi tre giorni ai lavoratori, inoltre, subirà una notevole decurtazione (50% per la terza e quarta malattia in un anno e nessuna retribuzione per quelle successive).

 

L'aumento salariale previsto è insufficiente, poiché con soli 86 euro lordi a regime nel 2013 non si garantisce la difesa del potere di acquisto dei salari, proprio nel momento in cui l'inflazione torna a salire velocemente(+ 2,4% a febbraio); le tranches degli aumenti risultano addirittura imbarazzanti: 10 euro lordi a gennaio, 13 a settembre e i successivi 13 ad aprile 2012. Ricordiamo inoltre che la maggior parte degli addetti del settore è part-time, quindi queste cifre vanno dimezzate. Ancora una volta sono stati penalizzati i giovani poiché i nuovi assunti non matureranno le ore di permesso individuale per i primi quattro anni.

 

Vengono inoltre recepite le norme sulla certificazione dei contratti e sull'arbitrato di equità, contenute nel collegato lavoro, provvedimento approvato da questo governo e contestato dalla Cgil per le forti limitazioni dei diritti dei lavoratori in esso contenuti. Si introduce inoltre ampia possibilità di derogare in peggio il contratto nazionale. Questo accordo mette in discussione la tenuta di molti accordi aziendali in tutta la grande distribuzione.

 

La crisi lamentata dalle aziende è stata la scusa perfetta per scaricare sui lavoratori tagli sulle loro tutele del tutto ingiustificati visto che le aziende del settore non aprono tavoli di crisi e ignorano del tutto gli strumenti degli ammortizzatori sociali in deroga, oggi disponibili.

 

La Filcams ha chiesto ai sindacati di categoria di Cisl e Uil di consultare i lavoratori e fare un referendum democratico sull'ipotesi di accordo, ma ancora una volta non c'è risposta. Un contratto che verrà applicato a circa tre milioni di lavoratori, nonostante la contrarietà dell'organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa, è un'offesa alla democrazia e al diritto di contrattazione in capo ai lavoratori.

 

La Cgil da tempo sta chiedendo a Cisl e Uil di arrivare ad un accordo sulle regole della democrazia e rappresentanza in cui sia chiaro che sugli accordi si devono esprimere i lavoratori, ancor più quando c'è dissenso tra le organizzazioni sindacali. Parte quindi ora un intenso percorso di mobilitazione dei lavoratori per riconquistare un contratto dignitoso in un settore in cui viene riconosciuto sempre meno valore al lavoro e in cui invece il lavoro è sempre più difficile e pesante perchè si demoliscono diritti e contrattazione.

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