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Buoni pasto, "i bimbi non devono pagare i tagli degli enti locali”

26 Ottobre 2011
La Cgil interviene sulla delibera che introduce il contributo anche per le famiglie con ISEE fino a 6mila euro

Nei giorni scorsi alcune mamme si sono rivolte alla Cgil di Parma per lamentare una spiacevole situazione che ha coinvolto i loro bimbi, frequentanti i servizi educativi del Comune di Parma. Si tratta di una notizia ripresa oggi dalla stampa locale, e sulla quale la segretaria generale della Cgil di Parma, Patrizia Maestri, ritiene doveroso portare alcune puntualizzazioni.

 

“Abbiamo saputo che l’Amministrazione comunale ha modificato con una recente delibera quanto previsto per l’accesso al servizio mensa nelle strutture dell’infanzia. Infatti, alla data dell’iscrizione dei bimbi, per le famiglie che vantavano un’ISEE da zero a 6360,17 euro era prevista l’esenzione dalla retta del servizio ristorazione. Solo successivamente si è deciso di far pagare anche a loro il buono pasto. Purtroppo, vi sono, tra queste famiglie, anche persone in grave difficoltà economica, a cui il Comune ha chiesto di ritirare dal servizio mensa i bimbi per i quali non era stato versato il contributo”.

 

“Ci sembra – prosegue la segretaria della Cgil – che si tratti di una situazione davvero inaccettabile. Addirittura, alcune mamme pur di lasciare i bimbi a scuola, li hanno mandati con il pasto da casa: ma le norme igieniche previste per tali strutture hanno costretto questi bimbi a mangiare in una stanza diversa da quella dei loro compagni, con un’intollerabile effetto di emarginazione. Ora, il Comune avrebbe dichiarato che il problema dovrà essere affrontato dai servizi sociali. Nel frattempo, però, non ci sono soluzioni immediate per chi non si può permettere di pagare la mensa scolastica, se non quella di ritirare i figli prima dell’orario del pasto, cosa che precluderebbe a questi bambini il diritto di rimanere a scuola al pomeriggio, con conseguenze anche per la gestione degli orari per quelle madri che lavorano e che non hanno nessuno a cui lasciarli”.

 

In considerazione della delicatezza della situazione, che pare abbia indotto anche una mamma ad inviare un appello all’Unicef, “la Cgil di Parma chiede che venga ripristinata l’esenzione dalle tariffe relative al pasto per i servizi scolastici per le famiglie con ISEE fino a 6mila euro, in quanto il provvedimento adottato è doppiamente ingiusto: perché mette in difficoltà famiglie con redditi davvero modesti e perché agisce retroattivamente”. “Se poi – prosegue Patrizia Maestri – l’Amministrazione ritiene che vi sia un problema di scarsa attendibilità delle autocertificazioni ISEE, faccia i necessari controlli. Ma non si può accettare che ad essere penalizzati siano i più deboli e indifesi”.

 

“Su questo tema – conclude la segretaria – chiederemo la doverosa attenzione anche da parte del Commissario prefettizio a cui abbiamo già inviato una richiesta di incontro che si auspica avvenga nel più breve tempo possibile”.

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