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Basta attaccare la scuola pubblica

1 Marzo 2011
Flc e Cgil di Parma chiedono rispetto per chi quotidianamente svolge il proprio dovere con passione

Prosegue il tentativo, sempre più palese, di smantellare la scuola pubblica, mettendo questa volta in discussione la libertà di insegnamento. Le ultime esternazioni sul tema del Premier che, in stridente contraddizione con il suo stesso ruolo istituzionale, nega alla pubblica istruzione la capacità di educare, risultano tuttavia coerenti con la cultura del “bunga bunga” a cui le alte cariche del Governo ci hanno abituato in queste ultime settimane. Ma quale credibilità morale ed etica può avere un Presidente del Consiglio indagato per i ben noti festini con ragazze minorenni quando si permette di sindacare su educazione e famiglie.

 

Secondo la FLC (Federazione Lavoratori Conoscenza) e la CGIL di Parma questo Governo – contravvenendo di fatto a quanto previsto negli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione che definiscono il diritto all’istruzione - tenta di trasformare le scuole italiane in luoghi in cui si nega il pensiero critico e libero. Tutto ciò rientra nella stessa logica dell’attacco alla democrazia, perché la scuola pubblica deve rispondere ai principi e ai valori della nostra Costituzione e perché senza conoscenza critica non può esserci democrazia.

 

Le famiglie italiane chiedono una educazione all'altezza dei cambiamenti che stanno attraversando le società, ma le politiche regressive e i tagli della Ministra Gelmini, ispirate dal furore ideologico contro l'apprendimento di massa, stanno inesorabilmente e scientemente e distruggendo la qualità del nostro sistema educativo e formativo.

 

Lo scopo è evidentemente quello di aprire la strada alla privatizzazione per garantire la possibilità di studiare solo ai figli dei ricchi. È una idea di società inaccettabile che ci riporta indietro proprio mentre in tutto il mondo si investe in formazione e ricerca.

 

Da parte di membri del Governo ci si aspetterebbe maggior rispetto per la dignità degli insegnanti che quotidianamente fanno il proprio dovere con passione. Finora il personale della scuola da questo Governo ha ricevuto solo tagli, licenziamenti di massa di precari, il blocco dei salari e dei contratti e continue mortificazioni della propria professionalità.

 

Per queste ragioni occorre una risposta forte come la mobilitazione generale che la CGIL sta organizzando per unire tutti coloro che vogliono difendere il diritto delle persone alla libertà, al sapere e al lavoro.

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