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“Appalto ASP, possibile che in questa città non si possa avere un confronto reale con il Comune?”

5 Gennaio 2011
Dichiarazione di Patrizia Maestri, segretaria generale Cgil Parma

“A proposito della polemica di questi giorni relativa all’ASP “Ad personam” e ai disservizi denunciati da utenti, dipendenti e sindacati con particolare riferimento al nuovo appalto della gestione del servizio di cura agli anziani, la Cgil di Parma ritiene inaccettabile il comportamento dell’Amministrazione comunale, proprietaria dell’azienda ex Iraia.

Le modalità con cui si è svolto il cambio d’appalto non hanno infatti garantito una continuità del servizio assistenziale e infermieristico, in termini sia quantitativi che qualitativi.

Famiglie lasciate sole nella cura dei propri anziani, costrette a mobilitare i carabinieri, e con risposte insufficienti da parte del presidente dell’ASP: e tutto questo in assenza di riscontri da parte del Comune e con un sindaco – referente principale per la salute dei cittadini – che non fornisce chiarimenti di sorta.

C’è di fatto un vuoto, un silenzio, che l’Amministrazione non sembra voler colmare, e che sconcerta, perché né il sindaco né l’assessore competente si sono resi disponibili, ad ora, a fornire quelle tutele e rassicurazioni necessarie a ristabilire le condizioni per il corretto funzionamento del servizio.

Come mai – viene da chiedersi – non sembra possibile in questa città instaurare rapporti di confronto sereno e di merito sulle questioni che riguardano temi importanti di politica sociale, che coinvolgono tanti cittadini che vivono situazioni di disagio.

Ancora una volta occorre ricordare ai nostri amministratori che il miglioramento delle condizioni degli anziani ospiti delle strutture protette non può attendere la realizzazione di immaginifici e dispendiosi progetti la cui realizzazione appare sempre più incerta e lontana, ma deve fondarsi sulla riqualificazione e la gestione quotidiana di ciò che già esiste e che deve garantire dignità e accesso ai diritti essenziali a quelle persone che non hanno la possibilità di invecchiare nelle loro case”.

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