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Acqua pubblica, 1800 firme

19 Febbraio 2011
Le sottoscrizioni alle due petizioni popolari consegnate al presidente del Consiglio Comunale E. Ubaldi

Questa mattina il Coordinamento provinciale per l’acqua pubblica di Parma ha consegnato al presidente del consiglio comunale, Elvio Ubaldi, le oltre 1600 firme raccolte a sostegno delle due petizioni di iniziativa popolare a favore dell’acqua pubblica.

 

Partendo dall’assunto che l'acqua è un bene comune e un diritto universale che appartiene a tutti, nelle petizioni si chiede di “promuovere una modifica dello statuto comunale affinché si riconosca la non rilevanza economica del servizio idrico integrato”, e una “migliore gestione dell’acqua pubblica a Parma”.

 

Le due petizioni hanno registrato rispettivamente 1657 e 1595 sottoscrizioni, segno, secondo il Coordinamento, di una grande sensibilità e attenzione, peraltro “trasversale”, al tema della tutela dell’acqua come bene comune non mercificabile, da cui si è evidenziata la necessità di promuovere interventi di modifica degli statuti comunali che vadano sempre più nella direzione di salvaguardare le risorse idriche del territorio.

 

Proprio in materia di trasparenza nella gestione del servizio idrico, il Coordinamento, tramite Carla Mantelli in qualità di Presidente della Commissione di Controllo sugli Enti Partecipati del Comune di Parma, ha voluto presentare un’interrogazione al Consiglio Comunale per conoscere i nomi dei soci del fondo F2i (che ha acquistato il 40% di Mediterranea delle Acque, diventando di fatto socio del gruppo Iren), fondo che investe in infrastrutture di utilities pubbliche ma di cui non si conoscono i nomi di alcuni soci che vengono tenuti “segreti” (così detti Limited Partners: cfr. Altreconomia, febbraio 2011, inchiesta condotta da Luca Martinelli). La stessa interrogazione verrà presentata a Reggio Emilia e Piacenza.

 

Vale la pena ricordare che tanti comuni italiani stanno procedendo alla modifica statutaria per far dichiarare il servizio idrico integrato servizio “privo di rilevanza economica”.

In Italia ci stiamo preparando alla campagna referendaria e a giugno si voterà. Il coordinamento provinciale chiarirà nei prossimi giorni cosa e come affronterà la campagna referendaria: certamente avremo bisogno di tutta l’energia e la passione civile che Parma riuscirà ad esprimere sul tema dell’acqua. La ripubblicizzazione dell’acqua ha toccato Parigi l’anno passato (l’acquedotto parigino è tornato in mano pubblica) ed ora, anche a Berlino ci sarà un referendum popolare per esprimersi in tal senso.

 

Il Coordinamento provinciale per l’acqua pubblica è nato nella primavera del 2010 in occasione della raccolta firme in vista del referendum sulla gestione del servizio idrico integrato “Contro la privatizzazione dell'acqua pubblica”: dopo aver raccolto nel corso della scorsa estate più di 5.000 firme e organizzato un’iniziativa a Teatro Due all’interno del convegno internazionale “Il clima della democrazia” (la serata ha previsto un concorso musicale e una tavola rotonda), ha promosso una raccolta di firme per le due petizioni di iniziativa popolare sottoposte al consiglio comunale.

Per saperne di più è possibile visitare il sito www.acquapubblica.parma.it.

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