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Accordo Fincuoghi: soddisfazione di Filctem e Cgil.

28 Giugno 2011
Le assemblee dei lavoratori a Borgotaro e Bedonia hanno approvato il piano

Il rilancio della Fincuoghi può davvero partire. Grande soddisfazione dalla Filctem Cgil di Parma e dalla Cgil di Parma e Borgotaro per gli ultimi sviluppi della vicenda. Dopo due anni di CIGS e ben due procedure concorsuali sembra infatti che, con gli accordi firmati in Regione sabato 25 giugno, si riesca finalmente a mettere in salvo uno dei gruppi storici del distretto ceramico. Il sindacato ha lavorato prioritariamente per dare continuità industriale ed occupazionale alla Fincuoghi ma anche perché il concordato desse un esito positivo. Ora la decisione è in mano al tribunale.

 

“Con l’accordo sottoscritto sabato – spiega Paolo Spagnoli, della Cgil di Borgotaro -, approvato dai lavoratori di Bedonia e Borgotaro riunitisi ieri in assemblea, con cui i dipendenti hanno dato mandato ai sindacati di proseguire nel percorso indicato, nessuno sarà licenziato e, se tutto va in porto, dovremmo avere due nuove esperienze imprenditoriali in grado di non disperdere un patrimonio industriale, di salvaguardare l’occupazione e di evitare un gravissimo impatto sociale ed economico in una vallata come quella della Val di Taro dove le opportunità di lavoro sono assai difficili”.

 

Il salvataggio/rilancio passa attraverso due progetti industriali in parallelo: quello dell’azienda turca Kale, che prende in affitto i siti e le attività di Borgotaro, Sassuolo e Fiorano Modenese con 261 dipendenti; quello della SOPRIP-Powergres per Bedonia, con una proposta che dovrà essere perfezionata nei prossimi giorni alla Fincuoghi in liquidazione.

 

Per ciò che riguarda la Kale l’interesse del progetto industriale è dato dal fatto che si tratta di un grande gruppo (quinto produttore ceramico in Europa) che ha presentato un piano di rilancio attraverso investimenti impiantistici ed innovazione tecnologiche e di prodotto. Ha inoltre comunicato l’intenzione di attuare un forte rafforzamento delle politiche commerciale e di sviluppo della logistica, sia per ridare valore al marchio sia per fare dell’Italia una piattaforma strategica per aggredire con più incisività i mercati europei. Questo fa pensare che si può cominciare a guardare con più ottimismo al futuro del distretto ceramico-piastrelle visto che c’è ancora chi pensa di investire puntando sulle professionalità, sulle capacità e sui prodotti venduti come Made in Italy.

 

“Ora – conclude Spagnoli - si deve attendere l’approvazione da parte del giudice, dopodiché già dai primi di luglio si potrà iniziare il percorso per il riavvio degli impianti con l’obiettivo di riprendere la produzione in vista della fiera Cersaie, che si tiene tutti gli anni a Bologna in settembre, che potrà essere il palcoscenico su cui riportare Fincuoghi, marchio e prodotti, rilanciati e rinnovati”.

 

La soluzione della crisi Fincuoghi e dell’emergenza sociale connessa può diventare così una opportunità per il distretto; i sindacati si impegnano ad evitare che tale opportunità venga messa in discussione.

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