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8 agosto 1956: tragedia di Marcinelle

8 Agosto 2011
Il ricordo della Cgil di Parma nella “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”

Lunedì 8 agosto ricorre la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita dal Governo in memoria della tragedia di Marcinelle, in osservanza dei valori affermati dall’art. 1 della Costituzione.

 

Anche la Cgil di Parma, facendo proprio anche l’invito del Prefetto Viana, desidera cogliere l’occasione per ricordare, in quella giornata, tutti i caduti sul lavoro in Italia e all’estero.

 

La celebrazione dell’anniversario della tragedia della miniera di Marcinelle, dove, l'8 agosto del 1956, persero la vita 262 minatori, in grande maggioranza italiani, è un’occasione significativa per rendere omaggio all’emigrazione italiana, alle sue tante vittime e a quanti, nella ricerca di una vita migliore, hanno sofferto sfruttamento, discriminazioni e razzismo.

 

Riempie di sgomento e dolore vedere come questa grande tragedia si ripeta ogni giorno nell’esperienza di quanti fuggono oggi la miseria, la guerra e, sperando in una vita migliore, finiscono nelle mani di moderni mercanti di schiavi. Destinati anch’essi ed ancora oggi all’emarginazione, al razzismo ed allo sfruttamento quando non muoiono a centinaia lungo questo odierno cammino della speranza.

 

Negli anni Cinquanta del secolo scorso uomini morivano lavorando in miniere prive della necessaria sicurezza, mentre il loro Paese li aveva abbandonati e dimenticati dopo averli scambiati per forniture di carbone. Oggi migliaia di immigrati vengono respinti o costretti alla clandestinità, senza il riconoscimento dei diritti fondamentali inalienabili di ogni persona, quando non perdono la vita nel tentativo di raggiungere paesi che li respingono e li abbandonano al loro destino.

 

Nello stesso spirito di allora la Cgil - che sarà presente con una delegazione nazionale con l’Inca alle celebrazioni di Marcinelle - continua oggi il proprio impegno per il riconoscimento dei diritti dei migranti, una politica di accoglienza e di inserimento in una società multicultale.

 

Allo stesso modo la Cgil intende contrastare le decisioni del Governo che, attraverso una politica di tagli della spesa destinata agli italiani nel mondo ed ai milioni di oriundi italiani, pratica la sostanziale liquidazione di ogni sostegno alla lingua e alla cultura italiane ed al mantenimento del legame con le comunità emigrate nel mondo, che tanto hanno contribuito allo sviluppo economico dell’Italia e che possono ancora contribuire al superamento della crisi che l’Italia attraversa, sostenendo e valorizzando la produzione e le esportazioni.

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