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28 gennaio, sciopero sanità privata a Parma. “Contratto fermo da 12 anni, in ballo qualità dei servizi e dignità dei lavoratori”

25 Gennaio 2019
Appuntamento alle 8 davanti al Cardinal Ferrari di Fontanellato e alle 10 davanti alla clinica Città di Parma in piazzale Maestri

Le Segreterie Regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno proclamato per il 28 gennaio uno sciopero regionale, per l’intera giornata lavorativa, che coinvolgerà tutte le lavoratrici ed i lavoratori che lavorano in Aziende di sanità privata nelle quali vengono applicati i Contatti Nazionali di Lavoro di ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) ed AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata).

“Si tratta di un settore fondamentale per il welfare e l’economia della nostra regione. Coinvolge oltre 7500 occupati, gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di valore complessivo della produzione, precisano i Segretari regionali Blanzieri, Battini e Palmarini. Nella nostra regione sono presenti Aziende importanti come il Gruppo Ospedaliero San Donato e come GVM Care & Research o ancora il gruppo Kos. Aziende – rimarcano Blanzieri, Battini e Palmarini - che stanno investendo sul territorio regionale come ad esempio l’Ospedale di Villa Erbosa a Bologna o Villa Maria Cecilia a Ravenna per cui recentemente è stato chiesto dalla Regione Emilia Romagna il riconoscimento di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura di Carattere Scientifico).”

È un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007, vale a dire da ben 12 anni. I dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato. Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento. Queste Aziende “private”, benchè abbiano continuato a macinare utili anche in questi anni, dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Le organizzazioni datoriali vorrebbero infatti prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile, soprattutto oggi che si sono sbloccati i contratti di settore, soprattutto dopo 12 anni di blocco assoluto degli stipendi e soprattutto perché gli utili generati ad oggi, che non evidenziano alcuna crisi del settore, sono il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuto il proprio lavoro. In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni, non si è fermata la progressiva professionalizzazione dei professionisti che si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligatorietà dell’iscrizione agli ordini e della assicurazione professionale. Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni.

“Stiamo raccogliendo le firme a sostegno del legittimo diritto al rinnovo contrattuale in tutte le strutture sanitarie - continuano i sindacalisti - e siamo già ad oltre 3000 adesioni, provvederemo dopo lo sciopero del 28 a consegnare le firme al presidente della Regione a cui abbiamo chiesto un incontro e ai rappresentanti di ARIS e AIOP”. Il livello della mobilitazione non potrà che aumentare se non arriveranno risposte in tempi brevi. “ Sono stati già fatti a livello nazionale oltre 16 incontri a partire dal 24 luglio 2017 ma non si intravede all’orizzonte una soluzione che invece va trovata in tempi rapidi ”. È evidente che le cose non possono andare avanti ancora a lungo così, “nelle Aziende sanitarie private c’è molta collera che potrebbe esplodere se non troverà il giusto riconoscimento superando l’ostruzionismo che soprattutto i grandi gruppi esercitano in sede di trattativa. Anche per questo dopo il Lazio abbiamo deciso di dare voce ai lavoratori della sanità privata nella nostra regione”.

I sindacati nell’incontro con Bonaccini sono intenzionati a chiedere tutte le pressioni necessarie affinché i professionisti trovino risposte adeguate. Il 28 gennaio, in occasione dello sciopero, sono previsti presidi davanti a Villa Igea a Modena, in piazza San Francesco a Piacenza, al Centro Cardinal Ferrari e all’Ospedale Città di Parma a Parma, a Villa Salus a Reggio Emilia, alla casa di cura Sol et Salus a Rimini, a Salus e Quisisana a Ferrara, a Villa Igea a Forlì, a Ravenna presso la sede provinciale dell’AIOP e a Bologna presso la sede Regionale AIOP in via Barberia.

Per quanto riguarda il territorio di Parma i presidi in programma si svolgeranno dalle ore 8.00 davanti al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato e dalle ore 10.00 davanti alla clinica Città di Parma, in piazzale Maestri, dove, alle ore 11.00, è convocata una conferenza stampa a cui interverranno: Francesca Balestrieri e Rosalba Calandra Checco per la segreteria FP CGIL, Danilo Alzapiedi e Elisabetta Oppici per FP CISL e Ambra Biagio per UIL FPL.

 

LA STAMPA È INVITATA.

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