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È la catena dei sub-appalti che regala invisibilità alle imprese fuori legge

27 Giugno 2019
Antonino Leone, segretario generale FILLEA CGIL Parma, interviene sull'Operazione Grimilde: "In questa situazione, sospendere il Codice Appalti è strizzare l'occhio ai mafiosi"

"L'indagine a cui ha fatto seguito l'ordinanza relativa all'Operazione Grimilde, in piena sintonia e continuità con gli atti del processo Aemilia, desta forte preoccupazione poiché ci restituisce la fotografia di un territorio e di un'economia permeabili alle infiltrazioni criminali".
 
Antonino Leone, segretario generale della FILLEA CGIL di Parma, interviene sulla vicenda che ha portato anche nel nostro territorio a diversi arresti tra gli appartenenti al clan Grande Aracri. "È impressionante - commenta Leone - la capacità di penetrare nei sistemi sani dell'economia di un territorio e rimanere al tempo stesso invisibili. Come sindacato degli edili ci imbattiamo quotidianamente con situazioni di irregolarità. La Viesse era un'azienda fantasma: non faceva regolare denuncia di inizio lavori, non indicava la presenza di lavoratori, e neppure aveva l'oggetto sociale che la identificava come impresa edile; eppure riusciva ad eludere i controlli antimafia e a lavorare in un cantiere pubblico!".
 
"Tutto questo è merito della potenza della catena dei sub-appalti. D'altronde quegli stessi controlli ora il Decreto Sblocca cantieri li vuole sospendere. Il ritorno al massimo ribasso, l'aumento delle stazioni appaltanti, la catena dei sub-appalti favoriscono le infiltrazioni mafiose e rendono il lavoro più insicuro e irregolare. È talmente grave la pervasività delle famiglie criminali che sospendere il Codice degli appalti è follia, è strizzare l'occhio ai mafiosi".
 
"Per questo - rinforza Leone - come sindacato siamo pronti ad aprire una stagione di vertenzialità nel Paese per rivendicare il rispetto dei contratti di lavoro, lotta al massimo ribasso, tutele e sicurezza per i lavoratori. Chiediamo alle Istituzioni maggiori controlli a difesa della legalità. A Parma, peraltro, abbiamo un protocollo legalità specifico del comparto dell'edilizia, sottoscritto nel 2006 da Prefetto, Provincia, Comune di Parma e da tutti i sindaci dei Comuni della provincia. A tutti chiederemo di rinnovarlo e potenziarlo, soprattutto in termini di rispetto dei contratti di lavoro, lotta al massimo ribasso, più valore e tutele al lavoro alla sicurezza, alla legalità".
 
"Le mafie - conclude il sindacalista - sono la negazione dei diritti sindacali. Laddove si riducono diritti e tutele, nessun lavoratore potrà dirsi libero".
 

 

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